Una ciclogita in tandem avvera il sogno dei disabili

L'ESPERIENZA. Ragazzi e volontari di una cooperativa in Trentino
20/09/2010
Zoom Foto
Il gruppo di diversamente abili e degli operatori con i tandem durante la gita a più ruote.

Una ciclogita per essere indipendenti e liberi. Liberi di divertirsi ed essere se stessi: questo il motto che ha fatto da sfondo all'avventura su due ruote che ha coinvolto il 3,4 e 5 settembre quattro ragazzi diversabili di Vicenza e cinque volontari della Cooperativa MeA-Mosaicoeaias, all'interno del progetto "Guida al distacco per il raggiungimento delle potenziali autonomie" in collaborazione con l'associazione "Aias San Bortolo" e la fondazione "Vicenza città solidale". Il responsabile del progetto, lo psicologo Matteo Maria Bonani, si è avvalso della collaborazione di alcuni volontari e della temerarietà di alcuni diversabili per strutturare un calendario di iniziative particolari: sono già state organizzate un'uscita in barca a vela sul Lago di Garda ed un trekking con l'asino a Marana.
L'ultima esperienza si è svolta appunto nel primo weekend di settembre: tre giorni in bicicletta, immersi tra vigne e coltivazioni di mele, lungo la ciclabile che costeggia l'Adige da Trento a Rovereto. Un evento organizzato in collaborazione con il tour operator di Vicenza Girolibero, che ha coordinato la logistica e fornito le biciclette speciali adatte a persone con problemi di deambulazione. «Tre ragazzi erano in tandem con noi - spiega uno dei volontari partecipanti, Simone Ercolin - mentre uno aveva la sua bicicletta speciale. Abbiamo avverato un loro sogno, basti pensare che due dei ragazzi non avevano mai avuto la possibilità di salire su una bici. E ci siamo divertiti tantissimo».
«Le esperienze di autonomia e distacco dai genitori hanno dato risultati in termini di autostima e soprattutto di integrazione - conclude Matteo Maria Bonani - dando la possibilità ai diversabili coinvolti di sperimentarsi ed esplorare nuove possibilità di essere. Ci auguriamo di raccogliere i fondi necessari per poter continuare a fare queste proposte».

Eva Dallari