«Mi ha offeso su facebook»
Il tradito denuncia la ex fidanzata

LA STORIA. Un giovane vicentino si è rivolto in procura ipotizzando la diffamazione

La studentessa berica avrebbe modificato foto e nome dell'impiegato accusandolo di essere poco prestante a letto
05/09/2010
Zoom Foto
Una ragazza osserva il suo profilo su facebook. Il social network può essere anche tramite di reati

È uno dei rischi di facebook: quello che i fatti propri vengano divulgati a tutti, e che determinate vicende personali possano essere strumentalizzate.
È quanto è accaduto ad un giovane vicentino che nei giorni scorsi si è rivolto con il suo legale alla polizia per denunciare di essere stato vittima di una diffamazione attraverso il social network più famoso del mondo, che vanta milioni di contatti anche in Italia. E che ha querelato la sua ex fidanzata, colpevole di averlo dileggiato urbi et orbi.
LA COPPIA. I due giovani, entrambi di 25 anni ed entrambi della città, stavano assieme da alcuni anni. Lui, L. B., lavora come impiegato in un'azienda mentre lei, M. F., è studentessa all'università di Padova. Entrambi sono iscritti a facebook ed hanno centinaia di amicizie, moltissime delle quali in comune. I due andavano d'amore e d'accordo, anche se - come lui stesso ha ammesso - la fidanzata gli ha sempre rimproverato di essere poco passionale, anzi di non riuscire a soddisfare alcune sue esigenze. Probabilmente per questo motivo, lei è finita fra le lenzuola di un altro uomo, tradendo il fidanzato che però di lì a poco a venuto a conoscenza della circostanza. L'impiegato l'ha lasciata.
FACEBOOK. Nel social network su internet i messaggi pubblicati sul proprio profilo sono visibili a tutti gli amici, ed eventualmente, se non si chiedono protezioni particolari, anche a chiunque vada a cliccare e a curiosare. Per questo, quando un amico aveva chiesto all'impiegato se era vero che lui e M. si erano lasciati, e il vicentino aveva risposto «Sì, perché M. è una t...», lo avevano letto tutti quanti, e molti avevano commentato la sua affermazione.
LA VENDETTA. La vendetta di M. era stata, in tesi d'accusa, davvero perfida. La giovane, inviperita per quanto aveva scritto il suo ex fidanzato, non solo aveva commentato che L. non avrebbe mai più trovato un'altra donna, ma - in base a quanto è stato ricostruito - sarebbe andata oltre. La giovane, che era in possesso della password segreta per accedere al profilo dell'ex moroso, l'avrebbe utilizzata per modificarlo. Su facebook compaiono sempre il nome e il cognome di un iscritto accanto alla sua fotografia; lei aveva fatto in modo che dopo L. B. comparissero anche le parole «cornuto impotente». La stessa scritta era stata sovrapposta alla sua fotografia.
LA PUBBLICAZIONE. Per un non addetto ai lavori non è semplice comprendere le conseguenze dello «scherzo». In buona sostanza, ciascuno dei centinaia di amici dell'impiegato si è trovato non solo sulla propria bacheca ma anche sulla propria posta elettronica il «cambiamento di profilo» di L., come se fosse opera sua. E centinaia di messaggi gli sono arrivati per prenderlo in giro, per dargli solidarietà rispetto al tradimento, addirittura per dargli consigli per risolvere i suoi problemi. Per un paio di giorni l'impiegato è stato subissato di messaggi e anche di telefonate, perché poi il passaparola ha fatto sì che la notizia circolasse anche fuori dal web.
LA DENUNCIA. L., dopo aver risistemato foto e nome, ha inteso sporgere denuncia sia per l'illecito utilizzo della sua password sia per diffamazione. Lui è certo che è stata la sua ex. andata così?

Diego Neri

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