Maresciallo sospeso due mesi
OPERAZIONE RESET. Tangenti Bioplast, il gip ha accolto la richiesta della procura per uno dei due finanzieri coinvoltiNessuna interdizione dal servizio per il collega, mentre è indagato anche il commercialista che avrebbe fatto da mediatore
Il giudice Eloisa Pesenti ha accolto la richiesta della procura ed ha interdetto dai pubblici uffici e dal servizio per la durata di due mesi il maresciallo della guardia di finanza Angelo Vecchio. Lo stesso gip ha invece respinto analoga richiesta per il maresciallo Giuseppe Saccullo. Entrambi sono indagati dal pubblico ministero Marco Peraro per corruzione, nell'ambito di un'indagine sulle presunte tangenti pagate da un imprenditore di Torri di Quartesolo per ammorbidire una verifica fiscale nella sua azienda.
Il giudice ha sciolto la riserva 24 ore dopo l'interrogatorio dei due sottufficiali, in servizio al comando provinciale delle fiamme gialle. Entrambi i finanzieri, assistiti dagli avv. Diego Castelli, Gaetano Crisafi e Francesca Bilardo, avevano respinto le accuse assicurando di non aver mai incassato mazzette. L'ipotesi dell'accusa è che l'imprenditore Igino Oliviero, all'epoca del fatti (il dicembre 2005) titolare della "Bioplast spa" di via Longare a Torri di Quartesolo, abbia versato a Vecchio 50 mila euro da dividere poi con Saccullo. Ecco spiegata la differente valutazione del giudice nei loro confronti, anche se secondo Oliviero la somma era per entrambi e a tutti e due la "Bioplast" aveva pagato un treno di gomme nuove per le loro auto. Una ricostruzione fermamente respinta dalle difese; quella di Vecchio ricorrerà probabilmente al Riesame contro il provvedimento.
L'indagine è nata come troncone dell'inchiesta "Reset" contro la corruzione e l'evasione fiscale che vede per indagati commercialisti, imprenditori e funzionari dell'Agenzia delle entrate. I detective del nucleo di polizia tributaria delle fiamme gialle, nei mesi scorsi, avevano iniziato a controllare vecchie verifiche fiscali, e quando si erano imbattuti in quella alla "Bioplast", che si era conclusa con un accertamento con adesione da 68 mila euro, avevano convocato Oliviero, che è oggi indagato per corruzione (è difeso dall'avv. Luigi Arena). Era stato l'imprenditore a spiegare di aver pagato i 50 mila euro e le gomme per sistemare la verifica, dando il via agli accertamenti.
I finanzieri del tenente colonnello Borrelli hanno deciso di fare piena chiarezza sul comportamento dei colleghi, ed hanno raccolto numerose testimonianze. Un ruolo importante ce l'avrebbe avuto nell'organizzazione del pagamento delle tangenti il commercialista Sergio Bruni di Montecchio Maggiore, al quale Oliviero si sarebbe rivolto. Bruni, membro di una commissione dell'Ordine provinciale dei dottori commercialisti e stimato professionista, è il quarto iscritto sul registro degli indagati, sempre per corruzione.
Non è escluso che altre persone finiscano per essere coinvolte nell'indagine; al vaglio infatti la posizione di un intermediario e di un dipendente delle Entrate.
Diego Neri
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