Il pedofilo è incastrato da intercettazioni e gps

IL CASO. L'uomo di 43 anni di origine altoatesina ha adescato una ventina di minori in alcuni centri della provincia
Resta in carcere l'uomo che invitava le vittime con soldi e ricariche telefoniche
10/02/2009
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Helmuth Mair, 45 anni, resta dentro con l'accusa di violenza sessuale

Il pedofilo dice di essere ammalato, produce un memoriale per difendersi, ma resta in cella. Selezionava le sue prede sessuali, tutte straniere minorenni provenienti da famiglie bisognose, adescandole con la promessa delle ricariche del telefonino o di una paghetta. In cambio le riprendeva nude con la videocamera e la macchina fotografica, oppure ci faceva sesso insieme, per saziare la sua perversione già condannata a 6 anni di carcere per violenza sessuale su minori dalle sue parti a Bressanone. Adesso c'è ricaduto perché il problema sarebbe nella sua testa di pedofilo incallito, come hanno accertato i carabinieri che nell'arco di tre mesi hanno vivisezionato l'esistenza sordida di Helmuth Mair, 45 anni, residente a Chiampo in vi Bellini 26, scoprendo che le prestazioni sessuali erano la sua ossessione. Il gip Agatella Giuffrida ha convalidato il fermo dell'individuo, che è difeso dall'avvocato Paolo Mele senior, ed ha firmato l'ordine di custodia cautelare in prigione per i gravi e coincidenti indizi di colpevolezza. Mair non si renderebbe conto del suo riprovevole comportamento e si sarebbe difeso durante la convalida dicendo che lui non obbligava alcuno. Ha consegnato al giudice un testo scritto a mano in cui ha sostenuto che nessuno minore dei 18 anni, ma maggiore dei 14, è stato obbligato a giocare al sesso con lui.
Mair avrebbe spiegato di essere in qualche modo ammalato, anche se poi ha dimostrato furbizia e scientificità nel selezionare le sue presunte vittime.
INTERCETTAZIONI. La tecnologia è stata decisiva per incastrare l'adulto. Nell'arco di un paio d'anni da quando non aveva più obblighi con la giustizia, ha avvicinato almeno una ventina di minori tra i 13 e 17 anni con i quali ha intrattenuto continui rapporti. Un ruolo decisivo lo hanno avuto le intercettazioni telefoniche e ambientali con le microspie, senza tacere di un'altra diavoleria tecnica che risponde al nome di "sistema gps" per seguire Mair col satellite quando si spostava in macchina con le sue vittime.
È stata un'indagine puntuale quella dei militari del capitano Andrea Massari che hanno pedinato per settimane l'indagato cogliendolo insieme a quei ragazzi che incontrava nelle biblioteche, negli oratori e negli altri luoghi pubblici non solo in provincia a Chiampo, Arzignano, Montecchio Maggiore e Thiene, ma anche nel Veronese a San Bonifacio e Verona. Erano tutti luoghi in cui l'altoatesino sapeva che avrebbe potuto incontrare i ragazzini e sedurli. Offriva loro in cambio anche abbigliamento, li portava a mangiare e li accompagnava in gite per le proprie necessità.
Insomma, un sacco di gentilezze con l'unico obiettivo di intimità squallida. Del resto, è così che agiscono i pedofili. Le prove sarebbero schiaccianti perché i carabinieri della compagnia di Valdagno hanno acquisito filmati dal tenore, come si dice in questi casi, inequivocabile.
Le indagini sono coordinate dal pm distrettuale di Venezia Carlo Nordio e dalla collega Claudia Dal Martello di Vicenza perché Mair è accusato di "realizzazione di materiale pedopornografico ed esibizione pornografica di minori" a casa sua, in alcuni box auto e nella propria macchina. L'ossessione di Mair che ha ribadito di avere bisogno di essere seguito da una comunità, anche se quando la consulenza divenne facoltativa si guardò bene dal frequentare la struttura, si esprimeva nella sua attività quotidiana. Egli non lavorando, trascorreva gran parte della giornata a caccia di ragazzini e quando li adescava spesso si appartava con loro in un garage di via Kennedy ad Azignano. Le intercettazioni telefoniche e i riscontri col "sistema gps" sono macigni indiziari alla base dell'ordine di custodia cautelare in carcere.
Ivano Tolettini

Ivano Tolettini