Doping nel mondo mountain bike Stropparo è stata rinviata a giudizio
INCHIESTA. La campionessa vicentina in tribunale a Trento
TRENTO
Avrebbe utilizzato sostanze dopanti senza dichiararlo alle autorità con la complicità di due medici, fra cui quello federale. Annabella Stropparo, 39 anni, di Marostica, ex campionessa nazionale di ciclocross, è una delle otto persone che il giudice del tribunale di Trento Carlo Ancona ha rinviato a giudizio. La sportiva, un nome nel mondo della mountain bike, dovrà presentarsi in aula il prossimo 10 giugno. Con lei sono imputati i colombiani Alfonso Julian Becerra Medina e Mario Alberto Rojas, il lombardo Gaetano Civiello, il veneziano Andrea bianco, il dirigente federale Gianfranco Marra, il medico federale Giovanni Posabella e il farmacista Davide Posca. Sono tutti accusati di aver violato la legge antidoping.
L'indagine l'aveva seguita la guardia di finanza ed era stata denominata in gergo Panoramix. La vicentina, che ha vinto anche il Pedalo d'Oro, e che è stata sospesa dalla tribunale nazionale antidoping fino al 2012, ha sempre sostenuto che quei medicinali lei li ha usati per curare un disturbo ad un ginocchio, ma non ha dichiarato di averne fatto uso come prevedono le norme. Nel suo caso, fu accertato l'uso dopo una gara in Belgio. Le verifiche avevano riguardato gare a Livigno, Malè, e la Rampikissima.
L'inchiesta era scattata nella primavera del 2007, dopo un controllo all'aeroporto Malpensa. I finanzieri effettuarono una trentina di perquisizioni, sequestrando parecchie fiale. Fra l'altro, scoprirono che molti atleti ricorrevano alle cure dopanti di Davide Posca, che li accoglieva nel suo studio di Como. Marra invece avrebbe comunicato in anticipo le date dei controlli antidoping agli atleti. D.N.
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