Pat, la maggioranza vota "no" a 300 discussioni in Consiglio

LA SEDUTA DI IERI. Pd, lista civica e Vicenza capoluogo: si va dritti alla Conferenza dei servizi tra Comune e Regione
Il Pdl e la Lega insorgono: «Presi a pesci in faccia: nessuna mediazione accoglibile» E bocciano la proposta del sindaco Variati di esaurire il confronto in sole due sedute
12/03/2010
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I banchi del Pdl: il centrodestra si ribella alla decisione di non votare in aula sulle osservazioni al Pat

Per un paio d'ore sala Bernarda si è trasformata nell'agorà dell'Atene del quinto secolo avanti Cristo: da un microfono all'altro sono transitate variegate idee sulla democrazia, sul potere del popolo, sulla giustizia e sul rispetto delle regole.
Che c'azzeccano l'urbanistica e le 300 osservazioni al Piano di assetto del territorio, vale a dire il menu iscritto all'ordine del giorno?
La battaglia politica ieri pomeriggio solo incidentalmente ha maneggiato terreni e fabbricati della prima decina di osservazioni a cui Pdl e Lega nord hanno dedicato la prima autoconvocazione del consiglio comunale. Perché autoconvocarsi? Per polemizzare contro la scelta dell'amministrazione Variati e della maggioranza di blindare la procedura che prevede la conclusione dell'iter amministrativo del Pat con la sola controdeduzione delle osservazioni votata in una conferenza dei servizi tra Comune e Regione, senza nuove maratone in sala Bernarda.
Per giorni è andato avanti un muro contro muro replicato anche ieri. «Ci avete presi a pesci in faccia, non si poteva accogliere alcuna proposta di mediazione», sintetizza Maurizio Franzina (Pdl) tra i più corrosivi con Marco Zocca e Francesco Rucco, in risposta agli affondi del capogruppo Federico Formisano (Pd), che ha denunciato l'ostruzionismo pervicace di Pdl e Carroccio, rei di aver rifiutato la mano tesa dal sindaco Achille Variati.
L'armistizio, offerto un'ora prima dell'appello in aula, poteva essere siglato concordando due riunioni non per votare ogni singola osservazione, ma per aggregare i documenti in cinque capitoli: mobilità, commercio, ambiente, residenze e normativa. L'ipotesi non dispiaceva a Udc, Vicenza libera e Impegno a 360°, che l'hanno appoggiata. "No grazie" è stata invece la risposta di Pdl e Lega. Ne è scaturita una sessione che ha prodotto segnali politici, senza effetti pratici. Il dibattito è stato macinato fino all'esaurimento del tempo a disposizione di ciascun consigliere del centrodestra: la maggioranza ha garantito il numero legale fino all'approvazione di un ordine del giorno che ribadisce e conferma la linea della giunta. Poi ha abbassato la saracinesca e tutti a casa. Nel cortocircuito politico innescato dalla telenovela delle osservazioni, capita allora che il centrosinistra voti compatto per ancorare la procedura del Pat all'accordo di pianificazione firmato con la Regione nel 2006 dal centrodestra, che oggi invoca un parere pro veritate sull'interpretazione autentica da assegnare a quella normativa.
Un parere che ancora non è arrivato e che viene richiesto anche da Luca Balzi, sempre più voce indipendente nella pattuglia variatiana, lontano dal Pd anche quando si astiene invece di bocciare come il resto dei colleghi gli ordini del giorno presentati da Pdl e Lega. «Quei documenti valgono quanto la carta igienica», taglia corto il pragmatico Claudio Cicero, che con Domenico Pigato gradirebbe meno manfrine e più concretezze.
«Ne va della democrazia e della partecipazione dei cittadini. Con quale mandato il sindaco si presenterà alla conferenza dei servizi su un tema come l'urbanistica che è di competenza del consiglio comunale?», interroga ancora Franzina, mentre maneggia una nuova auto-convocazione del consiglio per un'altra puntata del feuilleton. "Democrazia è rispetto delle regole", rammenta Francesco Vettori (Lista Variati).
«E le regole dicono che non si ripassa per il consiglio», chiude la porta a doppia mandata l'assessore al territorio Francesca Lazzari.
Gian Marco Mancassola

Gian Marco Mancassola