Mosaici sequestrati in dogana Bisazza: «Equivoco di etichette»
INCHIESTA. Il provvedimento adottato dagli ispettori dopo essersi consultati con la procuraI prodotti provenivano dalla Tunisia. Sono 150 i colli bloccati. Il legale ha chiesto il dissequestro
I doganieri quando hanno visto le diversità sulle etichette delle scatole dei mosaici Bisazza, provenienti dalla Tunisia, hanno chiesto lumi in procura. Poiché la questione del "Made in Italy" è annosa, senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria che muove i primi passi, hanno disposto il sequestro. Il pm Silvia Golin, che sull'inchiesta è abbottonata, l'ha convalidato e adesso spetterà al gip del tribunale analizzare la qualificazione giuridica del fatto. Cioè se alcuni dei mosaici Bisazza partiti dallo stabilimento di Alte di Montecchio per la Tunisia e quindi rientrati per la commercializzazione possono riportare l'etichettatura "Made in Italy".
REAZIONE DELL'AZIENDA. Rossella Bisazza, responsabile della comunicazione, è tranquilla: «Si tratta di un equivoco perché operiamo con la massima trasparenza e correttezza, pertanto siamo fiduciosi sull'esito degli accertamenti di legge».
L'azienda di Alte è uno dei grandi nomi del settore. Un brand di lusso, come spiegano gli addetti ai lavori, che qualificano il "Made in Italy". Con un fatturato di oltre 120 milioni di euro, il 70% dei quali frutto di vendite all'estero, la società amministrata da Piero Bisazza è leader nel settore. Per questo il provvedimento dell'autorità giudiziaria ha colto in contropiede la società, che si è affidata all'avvocata Daniela Mainini di Milano. È stata lei a presentare al gip la richiesta di dissequestro.
INCHIESTA. L'ipotesi investigativa è quella della "vendita di prodotti industriali con segni mendaci". L'apertura dell'inchiesta a carico dell'amministratore di "Bisazza Mosaico" è un atto dovuto. In buona sostanza le tessere dei mosaici, o almeno alcune linee, prodotte interamente ad Alte, vengono trasferite in Tunisia dove viene eseguita una fase manuale della lavorazione, prima del rientro in Italia per l'impacchettatura e la spedizione. I colli sequestrati sono 150 e il loro valore è piuttosto ingente. Gli ispettori della dogana ritengono che ci siano delle difformità sulle etichette. È davvero così? La questione del "Made in Italy", come detto, è dibattuta da anni. Alla Bisazza si dicono tranquilli: che il prodotto sia interamente pensato e realizzato ad Alte è risaputo. Che una fase, non centrale del ciclo lavorativo e che non incide sulla qualità del prodotto, sia eseguita oltreconfine per una tipologia di mosaici non va a inficiare l'origine italiana. La parola adesso passa al tribunale. Non è escluso, come avviene in questi casi, che venga nominato un perito.I.T.
