Premiati Galvanin e Talin «Facciamo più squadra oltre gli individualismi»

08/02/2010
Zoom Foto
Monica Galvanin, tra i premiati

«Nell'ottica che chi s'impegna va incentivato e supportato - ha esordito Elena Donazzan, assessore regionale alla tutela del consumatore - abbiamo deciso di premiare le aziende che si sono maggiormente distinte per la responsabilità sociale d'impresa, ossia quelle che hanno avviato buone pratiche a tutela dei consumatori veneti». Con queste parole si è aperta la kermesse: "La responsabilità sociale d'impresa, buone pratiche a tutela dei consumatori veneti" che si è tenuta sabato sera al teatro Astra e che voleva premiare il percorso di diverse aziende venete all'interno del progetto regionale "Veneto ed imprese. Un futuro responsabile".
I premi sono stati assegnati a tutte quelle società che maggiormente si sono distinte nel percorso di responsabilità sociale d'impresa e che si sono affermate per il livello di risultati, secondo un paniere complesso di indicatori fra cui la "non discriminazione, la salute". E ancora "sicurezza, trasparenza, sviluppo sociale e ambiente".
Le aziende premiate dall'assessore comunale alla tutela del consumatore, Tommaso Ruggeri sono state: le due imprese vicentine Luigino Galvanin spa (metalmeccanica) di Torri di Q. e Talin spa (mobili per ufficio) di Spagnago di Cornedo, la società di ingegneria Polistudio spa di Borsea (Rovigo), Prisma (settore illuminotecnica) di Colognola ai Colli (Verona), Lattebusche (lattiero caseario) di Belluno, Villa Caplet (settore vinicolo) di Verona e infine le Officine Facco & C. spa (settore avicolo) della provincia di Padova.
«Ringraziamo la Regione del riconoscimento ricevuto - ha commentato l'unica imprenditrice premiata, Monica Galvanin, presidente dell'omonima azienda - Adesso però cerchiamo di lavorare all'unisono. Aziende e tutti gli enti territoriali competenti, voglio dire, perché a questa lista si sia in grado a breve di aggiungere tanti altri nomi di imprese venete brillanti. Manca purtroppo una logica di sistema che permetta, a tutti noi attori sociali del territorio, di fare squadra: un po' per disaffezione, un po' per noncuranza, talvolta per individualismo». C.R.