Peruffo ricevuto all'Unesco «Intervenite contro la base»
L'AZIONE. A Parigi l'artista-alpinista pone il caso Vicenza militarizzata alla direttrice d'EuropaUn pacco di firme per difendere la cultura, un'installazione fuori
Non è stato arrestato. Anzi, all'arrivo della polizia francese è cominciata una trattativa con intervento telefonico dell'ambasciata italiana. E pochi minuti dopo Alberto Peruffo è stato chiamato da due delegati Unesco che l'hanno portato nel palazzo, dritto in direzione. Qui lo aspettava Mechtild Rössier, direttore dell'area Europa e Nord America degli uffici centrali Unesco. Un lungo colloquio e la consegna delle firme. Così è andata a buon fine la sortita parigina di un gruppetto di vicentini che ha siglato un'azione denominata "Pacta servanda sunt" in difesa di Vicenza città Unesco e contro quella che è definita «la militarizzazione della città di Palladio».
Nel giorno in cui la sede centrale Unesco accoglie le nuove candidature e le osservazioni sulla conservazione dei beni inseriti nella Lista mondiale dei beni dell'umanità, da Vicenza è partito un appello-provocazione ampiamente annunciato. L'alpinista-editore e videoartista Peruffo, con base a Montecchio Maggiore, ha promosso più d'una azione artistica contro la presenza militare «che con la seconda base Usa sarà imponente e che - dice - non è compatibile con una città tutelata dall'Unesco». Da qui l'idea di far cancellare Vicenza dalla lista mondiale, con una revisione giuridica dell'assegnazione o una «possibile pressione dell'Unesco sul Governo italiano per bloccare i lavori della base militare». Attraverso contatti universitari (Padova e Iuav di Venezia) si è arrivati all'appuntamento: Peruffo ha spiegato le ragioni delle migliaia di vicentini firmatari dell'appello, mentre davanti al palazzo in place de Fontenoy gli amiciAlessandro Colombara, Antonello Romanazzi e Emilio Capitanio documentavano e sorvegliavano l'installazione "NETexPEDItion" con 32 paia di scarpe e tre paia di sabot più i fogli plastificati delle firme. Passanti incuriositi al pari dei funzionari Unesco e dei gendarmi. La direttrice d'area Rössier, che al telefono ha chiamato il direttore generale Francesco Bandarin in sopralluogo ad Algeri, ha confermato grande attenzione al caso Vicenza. N.M.
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