I No Dal Molin e l'allarme della falda «Perché Costa non ci dà risposte?»
LA POLEMICA. Lunedì fiaccolata in centro con centinaia di partecipanti
«Perché il commissario Paolo Costa tace?». Il Presidio permanente contro la base Usa non demorde e cerca di tenere alta l'attenzione sul cantiere e sui presunti problemi alla falda dopo il blitz dentro il Dal Molin di domenica mattina. L'ultima iniziativa è stata la fiaccolata in centro di lunedì sera, alla quale hanno preso parte alcune centinaia di vicentini (più di mille secondo gli organizzatori).
«Il sindaco Achille Variati - si legge in un comunicato diffuso dal Presidio - dovrebbe domandarsi come mai il commissario Costa, da sempre solerte nel rispondere alle denunce dei cittadini in merito al progetto statunitense, ha deciso di tacere di fronte alle foto che testimoniano il disastro in costruzione all'interno del Dal Molin. Evidentemente è impegnato a cercare di convincere qualche tecnico a dichiarare ancora una volta il falso, dicendo che i lavori rispettano l'ambiente e la falda».
«Le mobilitazioni degli ultimi giorni - proseguono i No base - rappresentano il programma di tante donne e uomini che vivono questa città, sintetizzato dal nuovo slogan: "sarà lònga". Perché per realizzare la nuova base militare ci vogliono ancora tanti mesi; e di mezzo ci sono i vicentini che hanno dimostrato di non aver accettato la distruzione del proprio territorio».
Interviene anche il circolo "Gramsci" di Rifondazione comunista: «Il ritrovamento dei reperti archeologici nell'area del cantiere, i rischi del danneggiamento della falda acquifera già denunciati, le notizie che arrivano dai fronti di guerra dove combattono i militari statunitensi di stanza a Vicenza, sono tutti elementi che portano ad una unica considerazione: fermare i lavori».
