Addio a Roberto Ostuzzi «Medico eccezionale»

LA SCOMPARSA. I funerali saranno celebrati domani alle 14.45 nella chiesa dei Filippini
Era uno dei massimi esperti di problematiche medico-psicologiche legate alla nutrizione, da anni dirigeva il centro di "Villa Margherita"
29/12/2009
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Roberto Ostuzzi è scomparso l'altra notte a poco più di 60 anni

Sapeva che contro quel male perfido scoperto circa un anno fa non l'avrebbe spuntata, ma ha lottato come una tigre fino all'ultimo anche se le terapie lo facevano soffrire molto, e ha lavorato fino in fondo come se dovesse vivere per sempre. Ha continuato a visitare, ha partecipato a convegni, ha scritto con Ottavio Bosello, cattedratico veronese, il libro "Peso e salute" che verrà pubblicato presto da Baldini & Castoldi. Si è stretto ancora più attorno alla moglie e ai tre figli, che assieme al suo lavoro, erano la ragione della sua esistenza. E poi, il giorno di Natale, quando ha capito che il momento era giunto, ha sussurrato: «Portatemi in ospedale, perché devo morire». Roberto Ostuzzi se ne è andato l'altra notte a poco più di 60 anni. Abitava in città in via Caimpenta. Era uno dei massimi esperti italiani di problematiche medico-psicologiche legate alla nutrizione. Da anni dirigeva il centro per i disturbi del comportamento alimentare della casa di cura "Villa Margherita" di Arcugnano, ed era consulente dell'Ulss 4 in una struttura di Villa Nievo a Montecchio Precalcino. Aveva guidato l'Ansisa, l'Associazione nazionale degli specialisti in scienza dell'alimentazione, ed era presidente in carica della Sisdca, la Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare.
Fra l'altro, con uno psicologo di Pordenone, Gian Luigi Luxardi, aveva scritto due libri di successo, sempre editi da Baldini & Castoldi, "Figlie in lotta con il cibo" del 2003, e "Un boccone dopo l'altro" del 2007. Studente brillante, la laurea in medicina a Padova, due anni all'università di Verona in un dottorato di ricerca che gli stava aprendo orizzonti promettenti, ma poi difficoltà legate alla famiglia di origine lo costrinsero a tornare a Vicenza dove si dedicò alla libera professione, per poi trovare a Villa Margherita quel contesto di cura sempre più attuale per l'emergere diffuso di patologie assurte a vere piaghe sociali come l'obesità, l'anoressia, la bulimia, che lo avrebbe proiettato nel gotha del settore. Giampietro Nordera, responsabile della casa di cura di Arcugnano, è stato uno degli ultimi a vederlo: «Roberto era eccezionale. Un endocrinologo eccellente. Un medico di grande caratura e personalità. Nel suo mestiere era il più bravo. Qui da noi ci venne di slancio, creando un centro fra i più importanti d'Italia, con un ruolo di spicco riconosciuto da tutti. Ora che era giunto al massimo della carriera questo male che lo ha ghermito. Ma è morto ... "da vivo"».
Lo ricorda anche il dg dell'Ulss 4 Domenico Mantoan: «Un professionista straordinario». Così pure il ds dell'Ulss 6 Eugenio Fantuz: «Un punto di riferimento». Ivana Piva, che dirige il centro disturbi alimentari del S. Bortolo, lo vedeva spesso: «Avevamo pazienti in comune, tanto che l'Ulss aveva deciso di potenziare i percorsi collaborativi fra ospedale e Villa Margherita. Il suo lavoro l'ha fatto sempre al meglio. Dava sempre il massimo». Roberto Ostuzzi lascia la moglie Manuela Omenetto che aveva sposato 36 anni fa e adorava, e i tre figli Silvia, Giovanni e Francesco, che erano la sua vita. I funerali nella chiesa dei Filippini domani alle 14.45.

Franco Pepe

Franco Pepe