Pacco sospetto vicino alla caserma americana fatto esplodere dagli artificieri. Era un'abat-jour
IL FATTO. Ieri notte c'è stato trambusto verso le 3 in via Casermette accanto alla Ederle
La sindrome da attentato fa intervenire gli artificieri nel cuore della notte temendo un'esplosione. Soprattutto se il pacco sospetto è trovato da una pattuglia dei carabinieri nelle vicinanze della caserma Ederle. In realtà, come si è appurato, si trattava di un innocuo pacchetto che conteneva una abat-jour. Ma di questi tempi, basta poco per far scattare l'allarme. Pochi giorni fa, si ricorderà, era successo un fatto analogo vicino alla Chinotto. Sono intervenuti anche i militari americani per sincerarsi di quale fosse la situazione e anche loro hanno convenuto di far intervenire gli esperti.
PACCO. Sono le 3 di ieri notte quando una pattuglia dei militari della Setaf che sta transitando in via Casermette nota l'involucro collocato in una zona sospetta. Siccome spuntano dei fili, il pensiero dei carabinieri va subito a un possibile ordigno. Si avvicinano un po', contattano la propria sala radio e la informano del ritrovamento. Che cosa fare? Visto il pacco e il possibile contenuto scattano le procedure standard che impediscono di mettervi mano. Meglio una precauzione in più rispetto a qualche brutta sorpresa. Nelle stesse ore, anche se dall'altra parte dell'oceano, c'è stato il fallito attentato su un aereo di linea della Delta.
ARTIFICIERI. Un'ora dopo il ritrovamento, alle 4, parte la richiesta di intervento degli artificieri da Padova. Viene informata la catena di comando dell'Arma e quella americana. La zona di via Casermette viene interdetta alla circolazione, anche se a quell'ora era davvero scarsa, e viene predisposto l'intervento del robot per compiere le procedure di disinnesco-scoppio. Sebbene gli inquirenti credessero poco alla presenza effettiva di un ordigno, hanno agito come se si trovassero davanti a una potenziale bomba. Perciò, una volta giunti da Padova, gli esperti hanno preparato il robot che si è avvicinato al pacco sospetto e hanno proceduto a farlo brillare con una microcarica. Erano le 6 quando gli investigatori si sono resi conto che si trattava di un innocuo paralume. Probabilmente, vista la zona dei cassonetti, qualcuno l'aveva l'abbandonato la sera di Natale incurante delle possibili ripercussioni.I.T.
