Gli affetti non vanno in vacanza

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30/08/2009
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Cats7

Non è uno spot televisivo, ma lo potrebbe essere. “Toglietemi tutto, ma non le mie vacanze...”. Gli italiani hanno un debole per l’estate sotto l’ombrellone, lo sanno tutti ormai, e non da oggi. Certo, il “momento congiunturale”, come amano dire gli esperti, non è dei migliori; pur tuttavia la situazione non è seria al punto da far rinunciare alle ferie, al mare, ai monti oppure in qualche località esotica, gli abitanti del Bel Paese. Diciamocelo, il periodo di permanenza lontano da casa si è accorciato, questione di portafogli, ma in ogni caso, come si fa a farne a meno? E poi quest’anno partiamo con il cuor un tantino alleggerito, senza vergognarci di quello che siamo: la stampa estera infatti, dopo tante secchiate di fango, ci ha lodati per il G8 abruzzese, e la cosa non guasta, anzi. Non è stato come aver vinto i mondiali di calcio, occasione sovrana per riscoprire la vena di sano patriottismo che tanto giova al nostro benessere collettivo, questo è vero; ma che l’appuntamento italiano dei grandi del mondo sia andato liscio e senza intoppi, rappresenta una iniezione di autostima di cui si ha sempre bisogno. Che vacanze siano, quindi; quanto meritate, ognuno lo decida in coscienza. Ma che almeno non siano inutili o vuote, etimologicamente parlando, è un augurio che coinvolge tutti. Ad esempio, facciamoci accompagnare dalle riflessioni che il Papa Benedetto XVI ha affidato alla sua ultima enciclica, “Caritas in veritate”, nella quale ha affermato che, “per una economia fondata sull’etica, sono necessari degli uomini retti”. Come a dire che, al di là di quanto decidano ( e realmente poi facciano) i G8, ognuno di noi è chiamato, da uomo retto, a dare il suo contributo per edificare un “mondo migliore”. Mettendo da parte, tanto per cominciare, il consumismo (fino a ieri, per effetto della crisi globale?) imperante, che mina anche i rapporti interpersonali in generale. Una sorta di “usa e getta” che coinvolge anche gli affetti. Un atto concreto? Non scordiamoci degli anziani che in estate, alla stregua dei cani, rischiano spesso di diventare un peso o un ingombro, come dir si voglia. Non c’è niente di peggio che trascurare le persone di una certa età, per accelerarne l’invecchiamento. Diversamente, mantenendo costanti con loro i rapporti relazionali e affettivi, si contribuisce enormemente a garantirgli la serenità di cui hanno bisogno. Senza dimenticare che un anziano è un patrimonio di esperienza e di memoria da rispettare, senza se e senza ma. L’attenzione e il dialogo lo tengono vivo, come le finestre fanno respirare le stanze di una casa inondandole di sole. Naturalmente, anche in vacanza.




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