«Sbagliato attaccare le sagre»

LA POLEMICA. I ristoratori della Confartigianato prendono le distanze da colleghi della Confcommercio
«Pro loco e gruppi locali operano per valorizzare il territorio Meglio collaborare con loro così ci saranno benefici per tutti»
09/08/2012
Zoom Foto
Giovanni Scapin

Si accende la polemica dopo l'apertura delle ostilità da parte della Confcommercio bassanese contro le sagre di paese. Le dichiarazioni dei commercianti che accusano le feste paesane di concorrenza sleale e di non rispettare le regole, non trovano però molti seguaci. Anzi, sono proprio i più stretti colleghi della Confcommercio, ovvero i ristoratori della Confartigianato, a prendere nettamente le distanze. Giovanni Scapin, presidente del Mandamento bassanese della Confartigianato e titolare della trattoria Da Doro a Solagna, si schiera a difesa delle pro loco che ogni anno collaborano all'organizzazione, nei vari paesi, delle tradizionali sagre. «Da sempre le pro loco operano per la promozione e la tutela del territorio e delle sue tipicità - dichiara Scapin - Nel settore enogastronomico questa attività si caratterizza per l'organizzazione delle feste e delle sagre, sempre più legate ai prodotti della nostra terra. Non bisogna dimenticare, inoltre, tutta l'attività di valorizzazione di angoli e siti sconosciuti al grande pubblico che tale associazioni svolgono, aumentando così il valore turistico e culturale del nostro territorio». Scapin dimostra comunque una certa apertura alle dichiarazioni della Confcommercio, a patto che si tenga ben chiara la distinzione tra chi opera onestamente e chi no, evitando quindi le generalizzazioni troppo ampie. «È logico che la sagra “birra, costine e salsiccia” che ha il mero scopo di “fare cassa” in barba a tante leggi va perseguita, e nel passato purtroppo si sono manifestati alcuni casi di questo tipo - continua Scapin - ma è altrettanto vero che oggi le pro loco dimostrano una sempre crescente volontà di promuovere uno o più prodotti locali, meglio se De.Co., cioè a Denominazione Comunale». Alcune sagre, infatti, come ad esempio quella di Cartigliano, propongono il piatto unico, meglio conosciuto come “piatto sagra”, che viene interamente preparato con prodotti del paese. A differenza della Confcommercio, dunque, la Confartigianato sembra vivere in modo cooperativo piuttosto che competitivo il proliferare delle feste nel periodo estivo. «Anziché dichiarare guerra a queste associazioni di volontariato - sostiene Scapin - i ristoratori della Confartigianato hanno instaurato un dialogo a livello provinciale con le pro loco, che è sfociato in un incontro, tenutosi in aprile a Vicenza, nel quale si è sancito di fatto un accordo per valorizzare questi prodotti attraverso le sagre di paese». L'accordo, in sostanza, mira a creare un collegamento tra l'offerta delle sagre e quella dei ristoranti, mediante una forma di collaborazione grazie alla quale il prodotto a “Denominazione comunale” che viene offerto durante la sagra, al termine di questa continuerebbe ad essere proposto anche nei menu dei ristoranti convenzionati.

Enrico Saretta

© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti

partecipa. inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.