Brocchi, debutta il registro elettronico
SCUOLA. Oltre alle assenze, si potranno verificare via web gli argomenti delle lezioni e le valutazioni date agli studenti
Novità al liceo Brocchi. Con il nuovo anno il Consiglio d'istituto ha messo in pensione i registri scolastici cartacei a favore del registro elettronico. «Oltre alle assenze degli studenti - spiega il preside Gianni Zen -, già da oggi verificabili via web, i genitori potranno conoscere, dal secondo quadrimestre e compatibilmente con i tempi tecnici necessari per la registrazione, gli argomenti delle lezioni e le singole valutazioni». Si tratta, secondo il dirigente scolastico, di un importante passo in avanti verso la reale trasparenza del servizio pubblico scolastico e di un'occasione di conoscenza che deve essere valorizzata come spinta verso il dialogo in famiglia e a scuola. Concordano con il preside anche gli studenti, «Agevolati - come spiega una loro rappresentante - dall'introduzione graduale, in un paio d'anni, del registro informatico». Dal lato degli studenti preoccupa un po' la possibilità per i genitori di scoprire in tempo reale le eventuali assenze “tattiche” dei figli. «Ma - conclude la loro portavoce - si spera sempre, in famiglia, nel rapporto di fiducia e nel buon senso reciproco». «Il registro elettronico - afferma concludendo il preside Zen - rimane comunque uno strumento. Cioè una opportunità ulteriore di conoscenza e valorizzazione dell'impegno scolastico dei nostri giovani. L'utilizzo quindi di queste informazioni deve diventare stimolo al dialogo, senza fermarsi a forme autoritarie di controllo della vita degli studenti e della scuola, senza limitarsi cioè al mero esercizio aritmetico delle valutazioni, che rischia di rinchiudere il rapporto scuola-famiglia in una qualche pretesa prestazione “economica”». La scuola, quindi, secondo il dirigente, richiede da parte di tutti gli attori la disponibilità a mettersi a disposizione perché il dialogo culturale e il profilo di ogni singolo studente crescano con l'aiuto di tutti, sapendo bene che le valutazioni non sono dei valori assoluti ma delle spinte alla ricerca, consapevoli che siamo chiamati a «studiare tutta la vita».
Lorenzo Parolin
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