Cromo killer, avanti con il sarcofago
AMBIENTE/2. A Tezze nell'ex galvanica Tricom-Pm, per creare una barriera tra la falda freatica e il suolo inquinatoIn via Tre Case presto sarà realizzato un contenitore in cemento profondo trenta metri
In via Tre case a Tezze è terminata la prima fase dei campi di prova, con prelievo di acqua e materiale, nel sito dell'ex Tricom-Pm inquinato dal cromo esavalente. I lavori affidati erano stati affidati alla Mu.Bre. Costruzioni srl di Marostica, che aveva vinto l'appalto con un ribasso del 19,8 per cento sulle altre otto ditte concorrenti. L'intervento, iniziato nel settembre scorso, è costato 488.295 mila euro. Segue, ora, la fase delle analisi in laboratorio dei vari campioni d'acqua e di ghiaia prelevati. Il prossimo passo verso la bonifica prevede un'operazione di jet grouting. Si procederà alla realizzazione di un sarcofago in cemento armato, di cinque metri quadrati, profondo trenta metri, fino al livello della falda. Per effettuare l'intervento, si dovrà procedere allo sbancamento del tetto, visto che la macchina è alta trenta metri, pari al livello da raggiungere in profondità. Dopo lo scavo nel terreno si provvederà al getto del cemento armato. All'interno di questo sarcofago, si inietteranno sostanze diverse, al fine di rendere innocuo il cromo finito fino al livello della falda, portandolo da esavalente a trivalente, compatibile con l'ambiente. In base all'esito, si procederà con la bonifica totale dell'area. In ogni caso, sono previsti tempi lunghi. Nel frattempo, sempre su coordinamento dell'ufficio ecologia del Comune di Tezze, guidato da Matteo Lorenzin, si effettuerà la bonifica delle altre parti superficiali della fabbrica che interessano un'area di cinquemila metri quadrati. A breve, inizieranno i lavori per la realizzazione di una nuova barriera idraulica, ora presente all'interno del sito inquinato. Il punto di prelievo dell'acqua, portata in superficie e poi trattata sul posto prima di essere immessa nella rete fognaria consortile, sarà spostato più a sud. Prima di risolvere definitivamente uno dei più gravi fenomeni di inquinamento ambientale che ha messo in pericolo un bene prezioso come la falda freatica, ci vorrà ancora tempo. Alla fine, si prevede un costo complessivo di dieci milioni di euro. Finora, i finanziamenti da parte del Ministero dell'ambiente, della Regione e della Provincia ammontano a cinque milioni di euro. M.B.
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