È guerra sui conti dell'Unione
MUSSOLENTE-CASSOLA. Il consigliere Giampietro Gheno chiede una volta per tutte che si chiariscano le cifrePasinato rivendica 200 mila euro suddivisi fra i Comuni. Chemello chiede la restituzione di 676 mila euro all'ormai defunto ente
L'Unione dei Comuni sta per cessare le sue funzioni, ma qualche strascico è destinato a rimanere. Non ha avuto risposta ad esempio la richiesta di chiarimenti presentata dal consigliere della Lega, Giampietro Gheno, membro del comitato dell'Unione, che si attendeva spiegazioni dal presidente di turno, Maurizio Chemello, sulle somme che sia Mussolente che Cassola rivendicano l'uno dall'altro.
«Il sindaco Silvia Pasinato - sono le parole di Gheno - ha accennato in Consiglio comunale a 200 mila euro erroneamente ripartiti con il Comune di Mussolente, ma di sola spettanza invece di Cassola. Ho chiesto pertanto al presidente Chemello, dal quale non ho ancora avuto risposta, se quanto dichiarato dalla Pasinato corrisponda al vero e, in tal caso, la motivazione per cui questo errore viene alla luce solo ora, allo scioglimento dell'Unione. Ho chiesto altresì di riferire il nominativo del funzionario responsabile di questa grave mancanza, così da comprendere come sia potuto accadere un simile errore e mettere al riparo gli enti da problematiche legate a possibili ispezioni della Magistratura contabile, aggiungendo ulteriore aggravio ai danni dei cittadini dei due Comuni qualora si fosse esposti ad una tale conseguenza. Ho chiesto inoltre di riferire se quest'ultima eventualità sia o meno possibile e come si intende chiudere la vertenza».
Gheno vuole fare chiarezza anche sui 676 mila euro che, a quanto affermato dal sindaco di Mussolente, Cassola dovrebbe restituire all'Unione. «Ho chiesto di conoscere - continua il consigliere leghista - se la cosa corrisponda al vero e, se così fosse, quali saranno tempi e modi di una nuova ripartizione della somma tra i due Comuni. Ho chiesto anche a chi spetti l'onere di certificare i bilanci dell'Unione di fine mandato e, nell'eventualità in cui si riscontrassero problematiche dovute a scarso rigore, anche alla luce di una oggettiva complessità contabile, a carico di chi possano essere posti eventuali oneri a carico dell'Unione, derivanti da passività pregresse o da clausole che generano penalità. Questi quesiti sono motivati dall'esigenza che gli amministratori, che spendono denaro di due collettività, debbano chiarire ai cittadini".
Danilo Zonta
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