«Nuova
Valsugana?
Colpo di spugna
su metà paese»
INFRASTRUTTURE. Il sindaco di Cassola dichiara inaccettabile l'attuale progetto. Nel mirino lo svincolo tra la ss 47, la Spv e l'arteria per Castelfranco «Bisogna rendersi conto che siamo a Cassola e non a Los Angeles»
«Fantascienza. Se venisse realizzato il maxisvincolo tra la Spv e la nuova Valsugana, di fatto perderemmo mezzo Comune». Non usa perifrasi il sindaco di Cassola Silvia Pasinato per manifestare il proprio disappunto di fronte a un'opera che, così com'è, proprio non le va. «Se la superstrada fosse realizzata secondo l'attuale progetto - dichiara - l' impatto sarebbe pesantissimo e per noi inaccettabile. Per questo, se le cose dovessero rimanere così, dovremmo avviare una battaglia per preservare l'unità del territorio e le condizioni di vita dei nostri cittadini». La nuova Valsugana a pagamento, prolungata fino a Castelfranco e realizzata in project financing, al primo cittadino di Cassola non piace proprio e l'incontro di ieri con l'assessore regionale alla viabilità Renato Chisso e i referenti di Veneto Strade più che a chiarirle i dubbi è servito a rendere ancora più cupo il futuro di Cassola. «Nel progetto - rincara Pasinato - manca tra l'altro ogni attenzione verso lo sviluppo del territorio in chiave di sostenibilità ambientale e ancor più sociale».
La proposta che ha scatenato le ire del primo cittadino di Cassola prevede che la Valsugana, scendendo da Romano, corra lungo la parte orientale di S. Zeno oltrepassando l'attuale cavalcavia di via Bressan. Successivamente, la strada dovrebbe intercettare la Spv all'altezza del casello di Bassano est, proseguendo lungo la ferrovia Trento-Venezia fino ad arrivare ai confini con Rossano. Da lì, dovrebbe unirsi alla bretella di Loria in direzione Castelfranco. «Chi ha sviluppato questa proposta - dichiara Silvia Pasinato - forse non si rende conto che siamo a Cassola e non a Los Angeles. La Valsugana rischia di entrare in centro abitato provocando un disastro». La principale richiesta avanzata dal primo cittadino è dunque che la Nuova Valsugana non passi né per S. Zeno, né per Cassola ma che si cerchi una soluzione alternativa, anche in considerazione dei nuovi flussi di traffico della Spv. Dalla Regione, nel frattempo, arriva l'assicurazione che quella visionata dai sindaci del comprensorio è solamente una proposta di progetto, di conseguenza destinata a subire modifiche. A preoccupare non è solo la viabilità di Cassola ma anche il destino dell'attuale Valsugana. Secondo le dichiarazioni dell'assessore Chisso, la nuova opera viaria inserirà Bassano in una direttrice importante di traffico internazionale. Resta però da capire il destino degli spostamenti locali e, in quest'ottica, non sono pochi i primi cittadini, in testa l'on. Lanzarin di Rosà, che temono, a fronte di un nuovo nastro d'asfalto a pagamento, la scomparsa per i bassanesi degli attuali percorsi gratuiti. Cassola intanto lancia appello ai sindaci del comprensorio per un'azione comune.
«Le infrastrutture - dichiara Silvia Pasinato - devono servire a risolvere non solo i problemi del proprio Comune ma di tutto il Bassanese ed è fondamentale che non peggiorino la qualità di vita di cittadini».
Lorenzo Parolin
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