Rischio amianto La Bellavitis sotto osservazione
SCUOLE. Genitori preoccupati ma dirigenza e Comune li rassicuranoÈ presente nella sede staccata di via Leoncavallo incapsulato in alcune pareti. Le verifiche dei tecnici hanno dato esito negativo
Sono 2400 in Italia gli edifici scolastici le cui strutture presentano ancora tracce di amianto: l'elenco, che per legge dovrà assottigliarsi nei prossimi anni fino a sparire, comprende anche la media Bellavitis di via Leoncavallo.
La cosa è risaputa e la dirigenza scolastica ha preso le precauzioni necessarie, ma ad ogni fine estate, con la riapertura dell'anno scolastico, sono numerosi i genitori che manifestano le proprie perplessità.
«Sgombriamo subito il campo dai dubbi - dice la dirigente della Bellavitis, Anna Rita Marchetti - l'amianto c'è ed è incapsulato in alcune pareti, ma le verifiche compiute dai tecnici dell'amministrazione comunale hanno dato finora esito negativo e nelle aule non si è riscontrata la presenza di polveri. Ritengo importante sottolineare che, a fronte di un'assenza di controlli nel triennio precedente, nel 2009 e 2010 il Comune ha preso a cuore la situazione della nostra scuola, concordando con noi una serie di monitoraggi periodici, il più recente dei quali in primavera».
L'edificio di via Leoncavallo, una struttura a un piano che utilizza anche elementi prefabbricati, nel corso della propria storia ha ospitato anche le classi ad indirizzo sperimentale del liceo Brocchi.
È una costruzione degli Anni Settanta, epoca in cui l'amianto era largamente utilizzato come materiale da costruzione, al punto che oltre il 40% degli edifici di allora ne presenta tracce. Solo in seguito gli studi compiuti sulla tossicità delle polveri e dei loro derivati hanno convinto il legislatore e i progettisti a cambiare rotta, eliminando dalla lista dei prodotti leciti il pericoloso silicato.
«Per quanto ci riguarda - aggiunge la preside - oltre a stipulare una convenzione con l'Amministrazione, che prevede controlli periodici sulla qualità dei luoghi e dell'aria, abbiamo evitato qualunque tipo di interferenza, fosse anche solo il piantare un chiodo, con le zone nelle quali l'amianto è presente».
Più che il materiale in sé, spiegano all'ufficio tecnico comunale, sono infatti le polveri a preoccupare, ma l'edificio in questione appare sicuro e non c'è possibilità di contatto con i derivati del minerale.
«Capisco i genitori e le loro preoccupazioni - dice il vicepreside responsabile di sede, Anilello Abate - ma la situazione, specie da due anni a questa parte, è tenuta ampiamente sotto controllo, secondo criteri di prudenza più rigorosi di quanto stabilito dal ministero».
Proprio dal ministero, infine, potrebbe arrivare un aiuto per sbloccare numerosi progetti di bonifica. È dello scorso 11 agosto l'annuncio dello sblocco dei 375 milioni per interventi urgenti di edilizia scolastica. In attesa che la Bellavitis trovi casa nel nuovo edificio a S. Croce e lo stabile di via Leoncavallo sia mandato in pensione. L.P.
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