Rischio amianto La Bellavitis sotto osservazione

SCUOLE. Genitori preoccupati ma dirigenza e Comune li rassicurano
È presente nella sede staccata di via Leoncavallo incapsulato in alcune pareti. Le verifiche dei tecnici hanno dato esito negativo
03/09/2010
Zoom Foto
La sezione staccata di via Leoncavallo della scuola media Bellavitis

Sono 2400 in Italia gli edifici scolastici le cui strutture presentano ancora tracce di amianto: l'elenco, che per legge dovrà assottigliarsi nei prossimi anni fino a sparire, comprende anche la media Bellavitis di via Leoncavallo.
La cosa è risaputa e la dirigenza scolastica ha preso le precauzioni necessarie, ma ad ogni fine estate, con la riapertura dell'anno scolastico, sono numerosi i genitori che manifestano le proprie perplessità.
«Sgombriamo subito il campo dai dubbi - dice la dirigente della Bellavitis, Anna Rita Marchetti - l'amianto c'è ed è incapsulato in alcune pareti, ma le verifiche compiute dai tecnici dell'amministrazione comunale hanno dato finora esito negativo e nelle aule non si è riscontrata la presenza di polveri. Ritengo importante sottolineare che, a fronte di un'assenza di controlli nel triennio precedente, nel 2009 e 2010 il Comune ha preso a cuore la situazione della nostra scuola, concordando con noi una serie di monitoraggi periodici, il più recente dei quali in primavera».
L'edificio di via Leoncavallo, una struttura a un piano che utilizza anche elementi prefabbricati, nel corso della propria storia ha ospitato anche le classi ad indirizzo sperimentale del liceo Brocchi.
È una costruzione degli Anni Settanta, epoca in cui l'amianto era largamente utilizzato come materiale da costruzione, al punto che oltre il 40% degli edifici di allora ne presenta tracce. Solo in seguito gli studi compiuti sulla tossicità delle polveri e dei loro derivati hanno convinto il legislatore e i progettisti a cambiare rotta, eliminando dalla lista dei prodotti leciti il pericoloso silicato.
«Per quanto ci riguarda - aggiunge la preside - oltre a stipulare una convenzione con l'Amministrazione, che prevede controlli periodici sulla qualità dei luoghi e dell'aria, abbiamo evitato qualunque tipo di interferenza, fosse anche solo il piantare un chiodo, con le zone nelle quali l'amianto è presente».
Più che il materiale in sé, spiegano all'ufficio tecnico comunale, sono infatti le polveri a preoccupare, ma l'edificio in questione appare sicuro e non c'è possibilità di contatto con i derivati del minerale.
«Capisco i genitori e le loro preoccupazioni - dice il vicepreside responsabile di sede, Anilello Abate - ma la situazione, specie da due anni a questa parte, è tenuta ampiamente sotto controllo, secondo criteri di prudenza più rigorosi di quanto stabilito dal ministero».
Proprio dal ministero, infine, potrebbe arrivare un aiuto per sbloccare numerosi progetti di bonifica. È dello scorso 11 agosto l'annuncio dello sblocco dei 375 milioni per interventi urgenti di edilizia scolastica. In attesa che la Bellavitis trovi casa nel nuovo edificio a S. Croce e lo stabile di via Leoncavallo sia mandato in pensione. L.P.