Un "Parco didattico" nell'area del castelliere dell'età del bronzo
M. GRAPPA. Dopo la scoperta dell'arch. Abate
La notizia della scoperta di un castelliere dell'età del bronzo sul versante meridionale del Grappa per opera dell'architetto Carmine Abate, ha animato la comunità scientifica regionale, coinvolgendo il paletnologo Giovanni Leonardi docente nell'ateneo patavino.
«I mesi che ci separano dalla primavera non sono trascorsi invano, anzi, dice l'autore della scoperta sono serviti per mettere al sicuro i reperti, prevalentemente cocci di terrecotte e schegge di bronzo, programmando i prossimi passi da compiere».
L'Amministrazione di Romano compente per territorio ha fatto sapere subito di essere interessata alla scoperta, ipotizzando assieme allo stesso Abate (tra l'altro tra i referenti locali di Italia Nostra), la realizzazione di un parco didattico-archeologico nell'area che tremila anni fa ospitava il castelliere. Una zona di media montagna, oggi non particolarmente ricca di attrattive turistiche, potrebbe, dunque, tra breve ospitare scolaresche e giovani studiosi interessati ad aggiungere una nuova tessera al mosaico d insediamenti preistorici che nel Nordest vanno senza soluzione di continuità dal Veronese al Tarvisiano.
«Prima di coinvolgere il Comune, tramite il vicesindaco Remo Seraglio dice Abate ci siamo voluti accertare della bontà del ritrovamento, interessando l'università di Padova, dove abbiamo trovato i nostri referenti scientifici».
Nel frattempo, la notizia dell'importante scoperta, è arrivata fino in Campania: in particolare ai confini tra le province di Napoli e Salerno, nella zona di origine della famiglia Abate, l'università Federico II ha da poco avviato un programma di scavo e ricerca inerente all'età del bronzo. La stampa locale, nel corso dell'estate, ha così colto l'occasione per la notizia della scoperta avvenuta sul Grappa segnando una sorta di gemellaggio nel nome dell'archeologiaL.P.
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