Funghi, stagione eccellente ma attenti a quelli velenosi
HOBBY. L'esperto Pieremilio Ceccon. Tre intossicati sono finiti all'ospedale nei giorni scorsi
«Dopo il 10 di agosto nei boschi è cominciato a spuntare di tutto. Non solo le montagne dell'Alto Adige o del Trentino, ma anche le colline bassanesi erano letteralmente tappezzate di porcini».
L'avvio di stagione è stato da record e sicuramente per gli esperti e per gli appassionati cercatori di funghi sarà da annoverare come uno dei migliori degli ultimi anni. La "cuccagna", però, a quanto riferisce il noto micologo bassanese Pieremilio Ceccon, è durata poco. Il vento di questi giorni ha infatti già seccato l'aria, rallentando, se non addirittura bloccando, la crescita di questi deliziosi e pregiati frutti del sottobosco.
«I funghi hanno bisogno di un alta percentuale di umidità per crescere - spiega il funzionario dell'azienda sanitaria locale - e le raffiche di questa settimana non hanno certo aiutato. Posso però dire che ad agosto, dopo un anno che io considero tra i peggiori per quanto riguarda i funghi, in montagna abbiamo registrato una produzione straordinaria, soprattutto di porcini».
E c'è chi, nelle zone di Brunico, è riuscito a trovare una "famiglia" composta da 13 porcini cresciuti in un unico cespo. «Non avevo mai visto niente di simile. In moltissimi sono partiti per il Trentino e l'Alto Adige alla ricerca di queste delizie - continua l'esperto -, ma io ho trovato parecchi esemplari anche sulle alture di Bassano, fino a questo momento poco battute».
Questo, naturalmente, prima che il vento facesse piazza pulita. In questi giorni infatti i cestelli dei cercatori sono destinati a rimanere vuoti. «Difficile fare previsioni per il futuro: i funghi sono imprevedibili», continua Ceccon, che raccomanda poi cautela. Gli amanti della "caccia" al fungo dovranno non solo accertarsi sempre che gli esemplari raccolti siano commestibili ma anche fare molta attenzione nei boschi. «Ci sono già stati sette morti per cadute nei dirupi - ammonisce il micologo -. Anche sull'Altopiano e in Grappa è importante evitare zone pericolose. Non vale la pena rischiare la vita per una manciata di funghi».
Ceccon e i responsabili dell'associazione micologica Bresadola invitano infine tutti i "fungaioli" a far esaminare il proprio raccolto ai tecnici del dipartimento di prevenzione di via Cereria. «Anche nel Bassanese abbiamo registrato due casi di intossicazione - conclude il micologo -, il primo episodio è stato causato da chiodini vecchi, poco cotti e lasciati per un anno in congelatore e il secondo è stato imputato ad alcuni esemplari di funghi non commestibili che sono stati scambiati per finferli». C.Z.
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