Immigrato
vende identità
moglie e figli
IL CASO. Ghanese residente a Valstagna prima di ritornare in Africa. Ha ceduto i documenti e la famiglia a un connazionale che non aveva il permesso di soggiorno. Scoperto dall'ufficio stranieri di Treviso
Non è il primo immigrato che si «vende» l'identità. Lui, però, ha fatto decisamente un passo in più: pacchetto completo, perchè al compratore ha ceduto per diecimila euro anche la moglie e i due figlioletti, e non solo il suo nome e i documenti. Ora i due "scambisti" e la donna rischiano l'espulsione e naturalmente il processo, a vario titolo, per i reati di sostituzione di persona, false dichiarazioni e falso in atto pubblico.
Dagli uffici per l'immigrazione delle questure ogni tanto spuntano storie che superano la fantasia. Come questa, scoperta a Treviso.
Raymond King Asamadu, 36 anni, ghanese residente a Valstagna, sposato, padre di due figli, decide di mollare tutto e di tornare nel proprio paese. Un cambio di vita drastico, che si può pure monetizzare, pensa. Ecco l'idea: un sacco di immigrati fanno di tutto pur di ottenere documenti regolari e permesso di soggiorno, perché non vendere i propri? Il compratore è un altro ghanese, residente a Treviso. Il suo nome sembra uno scherzo, più che un omaggio a un genio della fisica: Isaac Newton.
Un giorno il signor Newton si presenta in questura a Treviso sotto mentite spoglie: ha i documenti freschi di acquisto, ed infatti si spaccia per Raymond King Asamadu. Vuole il rinnovo del permesso di soggiorno. Dall'archivio delle fotosegnalazioni e delle impronte digitali dell'ufficio stranieri, ecco però spuntare la sorpresa: «Ma lei è Isaac Newton».
La polizia lo becca perché in passato aveva chiesto asilo politico in Italia proprio alla questura di via Carlo Alberto, non concesso, e in quella circostanza gli erano state prese anche le impronte digitali, poi inserite nella banca dati delle forze dell'ordine. Ce n'è abbastanza per una denuncia a piede libero per false dichiarazioni e sostituzione di persona, che infatti arriva.
Ma la sorpresa non è finita. Oltre al nome, Asamadu ha venduto a Newton anche la moglie e i due figli. Prezzo ipotizzato per questa identità più famiglia chiavi in mano: circa diecimila euro. La moglie di Asamadu (quello "originale"), infatti, aveva poco tempo prima ottenuto il rinnovo del permesso di soggiorno, figurando ancora come signora Asamadu nonostante il cambio in corsa di marito. Anche per lei è scattata la denuncia e ora rischia l'espulsione.
Sullo sfondo le posizioni dei datori di lavoro: il vero Asamadu lavorava a Solagna, e lì non si sono fatti troppe domande quando ha salutato tutti e se n'è andato. Il nuovo, invece, lavora a Riese come operaio tessile: in fabbrica, quando ha cambiato nome, hanno solamente scrollato le spalle. Nemmeno il titolare si è sorpreso più di tanto. «Ze nero - ha detto agli agenti della questura di Treviso, rimasti comprensibilmente stupiti -: i se tutti compagni».T
Tweet Segui @GiornaleVicenza