Perplessità anche in seno al Consiglio comunale
Il progetto della strada di collegamento verso Padova, destinata, se realizzata ad ovest, ad avvicinare Bassano anche a Vicenza, rimane l'argomento del giorno
In attesa del consiglio comunale straordinario convocato per domani, resta acceso il dibattito relativo alla "bretella ovest", stralciata dal Piano territoriale di coordinamento provinciale e ritenuta fondamentale dalle categorie produttive e da diciotto Amministrazioni del Padovano e del Vicentino.
Dal punto di vista specificamente politico, merita attenzione la battaglia in seno alla Lega nord, che vede contrapposta l'ala del Carroccio fedele all'europarlamentare Mara Bizzotto (in concreto Tezze e Bassano) e le Amministrazioni Lanzarin (Rosà) e Bitonci (Cittadella)
La prima è contraria alla realizzazione della bretella ovest mentre le seconde sostengono a spada tratta il nuovo segmento stradale.
Non mancano i distinguo neppure entro la maggioranza che in città sostiene Stefano Cimatti.
Il sindaco, nell'incontro di lunedì scorso a San Lazzaro, più che per l'est o per l'ovest si è dichiarato favorevole alla realizzazione in tempi congrui di un più rapido collegamento verso Padova. Il "dove" sarà indicato dal consiglio comunale.
La soluzione a ovest, tuttavia, non piace al consigliere comunale Giovanni Battista Sandonà, che preferirebbe una soluzione legata alla strada del Santo e ai progetti che da tempo insistono su di essa.
«Occorre una riflessione amministrativa libera e legata al territorio dice il rappresentante dell'Udc ed è giusto che gli amministratori locali lottino per avere un collegamento nord-sud. È vero poi che la statale 47 è ormai congestionata, tuttavia non è detto che la bretella debba collocarsi a ovest. Se così sarà, vorrà dire che c'è stata una precisa scelta politica, in parte già anticipata».
«Sono contrario alla bretella a ovest aggiunge Sandonà - e propendo per metterla ad est per ragioni di natura ambientale, economica e di interesse della cittadinanza. L'ipotesi est non è campata in aria: ci sono studi che i tecnici dei comitati spontanei hanno utilizzato ed esibito».
«La bretella est - prosegue Sandonà - costerebbe meno, sarebbero minori gli espropri e i contenziosi. Essa consentirebbe, soprattutto, risparmi sensibili nella tutela dell'ambiente. Non andrebbe, tra l'altro, a colpire il Parco delle rogge, uno spazio verde che di fatto interrompe la conurbazione unica cioè la distesa di cemento e casermoni tra lo zoccolo pedemontano bassanese e i paesi di pianura. Se rompiamo con il tracciato ovest della bretella il parco, svuotiamo alla base il progetto di città per i prossimi vent'anni. Un costo alto che, forse, oggi molti non colgono».
Sulla stessa linea le considerazioni di Paola Facchinello, critica anche su questioni di metodo.
«C'erano sessanta giorni di tempo dice la rappresentante di Un'altra Bassano per presentare osservazioni al Piano provinciale e noi che facciamo? Convochiamo un Consiglio straordinario a cinque giorni dalla scadenza, fissata il 4 agosto, per discutere un documento fondamentale dimenticandoci dei principi di trasparenza, collegialità e partecipazione che dovrebbero essere il cardine di questa Amministrazione». L.P.
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