Duecento euro per una notte bollente
PROSTITUZIONE. I retroscena dell'indagine al Mezzanotte e dintorni con i poliziotti che si sono finti clientiOltre cento persone hanno ammesso di avere avuto rapporti sessuali con le ragazze del circolo
Per sei mesi hanno effettuato appostamenti notturni, hanno rilevato le targhe delle auto dei clienti e poi li hanno convocati per farsi raccontare le esperienze a luci rosse. Ma non solo: nell'indagine che ha portato alla chiusura del "Mezzanotte e dintorni" e all'arresto per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione del suo gestore, il bassanese Giancarlo Gnoato, gli investigatori del commissariato di polizia di Bassano si sono a loro volta finti dei clienti, riuscendo così a vedere in prima persona cosa andava in scena nei privè.
Stando agli elementi raccolti dai poliziotti del vicequestore David De Leo, il circolo privato di via Marco Sasso contava cinquanta soci. In realtà, però, le persone che lo hanno frequentato sono state più di cento. «Li abbiamo sentiti tutti - ha riferito il dirigente -, e solo pochi, una decina, hanno affermato di non aver avuto rapporti sessuali. Gli altri, invece, hanno ammesso tutto». Cruciale è stato l'intervento degli agenti in incognito. Nelle due occasioni in cui si sono finti clienti e poi anche al momento del blitz, hanno sempre sorpreso uomini durante dei rapporti intimi con le ragazze.
Difficile quantificare il volume d'affari del night mascherato da circolo privato, ogni sera però c'erano almeno dieci clienti pronti a pagare fino a 200 euro per appartarsi nei privè. Tranne il mercoledì, turno di chiusura.
