Nessun guasto sul macchinario del digestore Etra

LA DISGRAZIA. Proseguono gli accertamenti della Procura
L'impianto, conclusi gli accertamenti, ha ripreso a funzionare. Oggi l'autopsia su Gino Bortolon Svegliado: «È difficile ritornare alla normalità»
11/03/2010
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Gino Bortolon, 39 anni, la vittima dell'infortunio sul lavoro

Sta piano piano ritornando la normalità negli stabilimenti di Etra di via dei Tulipani. Con mestizia, i colleghi di Gino Bortolon, il capoturno morto lunedì sera in un infortunio sul lavoro, ieri hanno ripreso a lavorare alla "rivolta cumuli", l'imponente macchina del reparto di compostaggio che in pochi attimi ha strappato una giovane vita all'affetto dei suoi cari.
Ieri, infatti, i tecnici dello Spisal hanno concluso gli accertamenti al megadigestore di quartiere Prè. Appurato che la macchina che serve a mescolare il compost non presenta guasti, è stato autorizzata la sua riaccensione, come da accordi presi col sostituto procuratore Gianni Pipeschi in virtù anche dell'importante servizio pubblico svolto dall'Etra.
Proseguono, intanto, gli altri accertamenti disposti dalla procura per ricostruire la dinamica della tragedia. Oggi il dott. Lorenzo Meloni, medico legale dell'Ulss 3, eseguirà l'autopsia sulla salma di Gino Bortolon. All'esame, con tutta probabilità, parteciperà anche un consulente dell'Etra. Sempre ieri, è stato notificato al presidente Stefano Svegliado, responsabile della multiutility, l'avviso di garanzia per il reato di omicidio colposo. Un atto dovuto, che consentirà di predisporre le adeguate misure di tutela nell'inchiesta della magistratura.
Quanto ai funerali, il nulla osta del sostituto procuratore Pipeschi sarà dato subito dopo l'esame autoptico. La data della cerimonia, che si svolgerà nella chiesa di Casoni di Mussolente, non è però ancora stata decisa.
«Stiamo cercando di tornare alla normalità - spiega il presidente Stefano Svegliado - ma è molto difficile. Gino Bortolon era giovane, era stato assunto da poco, ma si era fatto subito benvolere. Era serio nel lavoro, e per questo era stato nominato capoturno, ma aveva anche instaurato un bel legame con i suoi colleghi, che sono ancora sotto choc».
«Ovviamente Etra sarà presente al funerale, e stiamo pensando ad un segnale importante - prosegue Svegliado -. Nel frattempo siamo in costante contatto con la famiglia, che sta affrontando questo terribile momento con dignità e coraggio. È una famiglia forte, che si appoggia a noi per affrontare questo lutto improvviso ma che, nel contempo, ci aiuta anche. È un sorreggersi a vicenda che, almeno per quanto mi riguarda, è molto importante».D.M.