Il Veneto e il lavoro nel '900 Ricerca su "come eravamo"

APPUNTAMENTO. Al palazzetto dello sport la diciannovesima giornata delle università adulti/anziani del Vicentino
Da un questionario compilato da 3.737 iscritti un gruppo di studio delle università della terza età ha sviluppato un interessante lavoro
11/03/2010
Zoom Foto
Un gruppo di "allievi" dell'università adulti-anziani attiva anche in c ittà.FOTOSERVIZIO GIANCARLO CECCON

Si celebra oggi in città, al palazzetto dello sport di via Ca' Dolfin, la XIX giornata interUniversità, con la presenza di 1.250 persone già prenotate.
È l'occasione in cui i partecipanti di tutte le 25 sedi presenti in provincia si confrontano per la ricerca sull'evoluzione del lavoro nel corso dell'ultimo secolo, lavoro di ricerca che ha impegnato tutte le sedi nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio.
Le università adulti/anziani del Vicentino, impegnate a scrivere la storia esistenziale del costume provinciale dell'ultimo secolo, si sono impegnate nell'anno 2009/2010 a descrivere l'attività lavorativa degli ultimi decenni e i mutamenti avvenuti nel costume al variare dell'attività lavorativa. Dopo un convegno tenuto nelle venticinque università e un questionario distribuito ai 3.737 iscritti, in ogni sede si è costruito un gruppo di analisi e di valutazione collettiva. I 340 partecipanti, seduti in cerchio, hanno creato fra loro un moderno filò, nel quale, attraverso il racconto, hanno dato dignità e visibilità postuma a genitori, nonni e zii, che oggi non ci sono più, ma dei quali le esperienze sono scolpite profondamente nella memoria. Il quadro emerso dalla ricerca è di grande interesse, proprio perché si può costatare il profondo cambiamento del costume avvenuto negli ultimi cinquant'anni essendo passato il lavoro da agricolo a industriale e ora a digitale-informatico.
Nel cambiamento tuttavia sono rimaste alcune costanti che caratterizzano i veneti e la loro cultura: il senso di autonomia, la laboriosità, il risparmio, il gusto per l'innovazione, il pudore dell'autoesaltazione, la ricerca di una convivenza pacifica.
Il lavoro nel Veneto ha rappresentato un valore supremo, di fronte al quale sacrificare la famiglia, la salute e la religione. Dapprima perseguito per avere cibo per sé e per la famiglia, poi come necessità di emigrare, infine per mettersi in proprio nel decollo industriale. Il Veneto e il suo benessere sono frutto di mille mani callose, protese a mangiare a sufficienza, a costruire un benessere per i figli, a raggiungere i traguardi economici delle regioni limitrofe. Il lavoro però cambia la vita ed imprime in essa le sue caratteristiche.
Esso ha segnato profondamente la vita dei Veneti, caratterizzato gli stili di vita e il costume. Anche la donna, quando per i figli e le usanze trascorreva la sua vita in casa, nonostante il lavoro domestico, trovava il tempo di aiutare gli uomini in campagna nei momenti di urgenza e riempiva gli spazi vuoti con lavori a casa, quali la treccia, il rammendo, piccoli capi di sartoria.
La relazione dei primi risultati è tenuta dal prof. Giuseppe Dal Ferro che ha unificato le tematiche sviluppate. Sul tema sono anche esposti i cartelloni con le fotografie di tutte le sedi.
Nel palazzetto dello sport vi è anche l'esposizione delle migliori opere di pittura delle singole università. In tale occasione si esibiranno anche i cori delle sedi di Montecchio Maggiore, Lonigo, Noventa Vicentina, Costabissara e Caldogno, si presenteranno anche gli inni elaborati dalle sedi, prescelti dalla Commissione giudicatrice. Ben quindici sedi hanno prodotto un cd con un inno musicato. La Commissione ha scelto quelli di Arzignano, Bassano, Malo e Vicenza. Questi cori si esibiranno e vi sarà la votazione per individuare quello che potrebbe diventare l'inno provinciale.
Altro servizio a pagina 58