La spesa? Ora è più leggera In un anno prezzi a -1,14%
CAROVITA. Secondo l'Umce i prodotti alimentari hanno registrato una leggera flessione nel BassanesePane e riso sono più convenienti che a Treviso e Padova. Più cari pasta e latte. Le quotazioni di frutta e verdura sono a picco
Fare la spesa a Bassano costa in media meno di un anno fa e generalmente è meno caro che a Treviso, a Vicenza e a Padova. A chi paventava brusche impennate nei prezzi dei prodotti del comparto alimentare e imputava al negozio di vicinato la riduzione del potere d'acquisto delle famiglie, i commercianti di Bassano replicano, a poco più di un anno di distanza dalle accuse, squadernando numeri e dati. Ieri mattina il presidente della categoria alimentaristi dell'Umce, Daniele Fietta, con i portavoce del settore ortofrutta e della macelleria Manuel Grigoletto e Stanislao Dal Monte e con il direttore Riccardo Celleghin, ha illustrato i risultati della rilevazione mensile effettuata dall'organizzazione, da novembre 2008 a oggi, su un paniere di 30 prodotti diversificati per tipologia e per forma distributiva.
«Possiamo serenamente affermare - hanno riferito - che Bassano e i comuni limitrofi non risultano certo tra i centri più cari, ma che anzi, rispetto all'indice Istat, l'andamento complessivo dei prezzi rilevati è a diminuire dell'1,14 per cento, complice anche il forte ribasso di alcuni prodotti ortofrutticoli».
I promotori dell'iniziativa hanno spiegato come, nell'ambito dell'osservatorio, si siano presi in considerazione i prezzi indicati nei negozi più grandi ma anche quelli praticati nei piccoli esercizi delle zone "montane" e come ad essere passati sotto la lente siano stati tutti i generi di maggior consumo: pane, pasta, latte e uova, oltre che le carni, i prodotti ortofrutticoli, quelli in scatola e anche l'acqua. Dall'analisi dei singoli rapporti giunti dai negozi delle zona è risultato che nel comparto alimentare i costi si sono mantenuti sostanzialmente stabili, con una variazione dello 0,02 per cento, che verdure e ortaggi hanno subito un vistoso calo del 4,66 per cento e che nel comparto della carne i prezzi sono rimasti sostanzialmente invariati dalla fine del 2008 a oggi.
Non solo. Le tabelle comparative fornite dai rappresentanti dell'Unione del commercio indicano che i negozi del comprensorio, per la gran parte dei prodotti alimentari, risultano meno cari rispetto a quelli dei territori limitrofi.
«A Bassano - hanno evidenziato i presidenti di categoria - il pane costa 2,54 euro al chilo, mentre a Treviso siamo a 3,48. Il latte è a 1,20 euro nel resto del Vicentino e a 1,29 nel comprensorio, ma nella Marca e nel Padovano saliamo, rispettivamente a quota 1,37 e 1,46».
E se in città il prezzo della pasta di grano duro (1,58 euro) è più alto che a Padova e a Treviso (1,54 e 1,53), quello del riso invece sulle rive del Brenta si mantiene entro la soglia dei due euro (a Vicenza siamo a 2,10, a Padova a 2,01 e a Treviso a 2,13). «Le dinamiche dei consumi sono profondamente cambiate e, anche se a livello nazionale si è notato un incremento delle spese nel settore dell'hi-tech e della telefonia, è vero tuttavia che il potere d'acquisto è calato e che i consumi delle famiglie nell'ambito alimentare tendono a diminuire. - hanno concluso - Questo però non può essere imputato ai commercianti di generi alimentari. Questo tipo di spesa va infatti a incidere solo per il 20 per cento nei bilanci familiari, compromessi piuttosto dagli aumenti impositivi e dalle spese per riscaldamento, acqua e trasporti».[FIRMA]
Caterina Zarpellon
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