«Pedemontana sotto terra o scenderemo in piazza»
MAROSTICA/1. Il Consiglio comunale si schiera per una soluzione non impattante della futura superstradaLa soluzione comporta un minore consumo di suolo e una superiore dotazione di spazi da poter essere sistemati a verde
Una nuova soluzione, completamente interrata, che prevede l'alternarsi di tratti in galleria e tratti in "trincea coperta" con complanare posizionata sopra. Arriva una proposta forte dal Consiglio comunale di Marostica, che ha approvato all'unanimità le osservazioni da presentare in regione in merito alla superstrada Pedemontana Veneta.
Una soluzione che si potrebbe forse pensare provocatoria, ma che dopo il confronto con le minoranze il sindaco Gianni Scettro ha convertito con un emendamento da semplice "proposta migliorativa" a vera e propria osservazione, ricordando che il compito dell'Amministrazione è quello di difendere a tutti i costi il territorio e i cittadini.
La preoccupazione comune è quella di veder deturpato per sempre un territorio particolarmente ricco dal punto di vista storico, architettonico e paesaggistico: basti pensare alla cinta murata e ai castelli medievali, all'arco collinare e montano che li circonda. Da qui la proposta di un miglioramento complessivo dell'intero tracciato, ipotizzando la realizzazione nel territorio comunale di Marostica di un consistente tratto della Spv interrato, posto sotto il livello campagna, con la soluzione di "trincea coperta" e complanare posizionata sopra.
«Tale soluzione - si legge nell'osservazione presentata dall'assessore all'urbanistica Ivan Moresco - comporta un minor consumo di suolo da parte delle infrastrutture e una maggiore dotazione di spazi che potranno essere organizzati con adeguate sistemazioni a verde, riducendo l'inquinamento atmosferico. Una migliore mitigazione degli impatti e sistemazioni paesaggistiche consistenti potranno infatti generare una armatura verde ai bordi dell'infrastruttura, a integrazione del paesaggio. Inoltre, la soluzione prospettata bene si presta anche da un punto di vista idraulico, considerato che i terreni sono ovunque particolarmente drenanti per la presenza di sabbie e ghiaie alluvionali a quote appena sotto-superficiali». Un'osservazione discussa in commissione urbanistica, condivisa da maggioranza e opposizione, per difendere la quale le minoranze si dicono pronte ad alzare la voce.«Se la Regione non accoglie le nostre osservazioni - ha commentato Zanforlin di Marostica civica - ci deve essere l'impegno da parte di tutti a insorgere, se occorre anche in modo forte, scendendo in piazza o occupando una strada: occorre un atto di coraggio».
«Se passa il progetto che ci vogliono imporre - gli ha fatto eco Dinale del Gruppo civico Marostica - il nostro territorio sarà rovinato per sempre da una sorta di argine che passerà a sud di Marostica a un'altezza di 8-12 metri dal livello del suolo: dobbiamo essere pronti a scendere in piazza!».
«La nostra Amministrazione sta facendo il possibile - ha sottolineato Scettro - siamo già stati tre volte a Mestre per presentare le nostre rimostranze e il commissario straordinario Vennizzi mi ha personalmente garantito che il tratto da prima della rotatoria di viale Vicenza a circa 300 metri dopo la rotonda di Nove sarà completamente in galleria e in trincea».
Con le altre osservazioni di carattere puntuale si richiede innanzitutto che la futura superstrada sia comunque in galleria dalla rotatoria di viale Vicenza fino a via Anconetta, per poi passare in trincea (sempre rimanendo al di sotto del livello campagna) fino a poco prima di corso della Ceramica. Qui la superstrada ritornerebbe in galleria, sottopassando corso della Ceramica e permettendo di realizzare la prevista rotatoria sopra la Spv, con minor occupazione di aree private. La strada uscirebbe in prossimità di Nove (con realizzazione della rotatoria sopra la Spv), per poi salire sopra il livello campagna solo per superare il Longhella in direzione Bassano.
Altra necessità da non sottovalutare, quella di mantenere tutti i collegamenti viari nord-sud esistenti. Il problema maggiore riguarderebbe via Anconetta, la cui continuità verrebbe interrotta con il progetto definitivo proposto dalla Regione. Richiesti infine adeguate opere di mitigazione degli impatti ambientali e visivi (barriere antirumore e sistemazioni a verde), costante monitoraggio dell'inquinamento acustico e atmosferico, adeguati indennizzi non soltanto per le proprietà direttamente interessate dalla procedura espropriativa, ma anche per quelle localizzate in prossimità dell'arteria.
Serena Vivian
Serena Vivian
