«Trevisan ci sfidò a denunciarlo con delle prove»
ROSSANO. Parla l'ex assessore Peserico
«Che qualcosa non fosse a posto, in merito al lotto 51 - afferma uno degli autori dell'esposto alla Procura della Repubblica, l'ex assessore Clemente Peserico - se n'è accorto il consigliere comunale Augusto Guarise, nel luglio 2008. Ha scoperto che il nome dei richiedenti non corrispondeva a quello dei proprietari. Ho firmato l'esposto con lui, perché avevo dei dubbi sulla gestione urbanistica seguita dal sindaco come assessore all'urbanistica. Ci eravamo presentati in campagna elettorale con il chiaro obiettivo di contrastare le lobby urbanistiche ed economiche presenti in paese».
«In realtà - continua Peserico - le cose sono andate diversamente. È stato Guarise a scoprire che la richiesta di inserire nella variante un lotto di tremila metri quadrati non andava a favorire due poveri vecchietti al limite della povertà e della disperazione, ma una società immobiliare di Cassola a cui il terreno era già intestato e che risulta vicina al primo cittadino. Lo stesso Trevisan ci ha più volte sfidato, invitandoci a denunciarlo in presenza di prove concrete. Cosa che abbiamo fatto, sulla base dei riscontri effettuati».
«In sede di approvazione della variante, nel corso di una lunghissima seduta consiliare, svoltasi di sabato, - aggiunge Peserico - avevamo chiesto la lista dei proprietari dei terreni interessati alla variante. Alla fine, la lista era stata presentata, ma non risultava il nome dell'immobiliare Bicos, di cui è titolare Michele Bizzotto, di Cassola. Con un giochino di scatole cinesi, si è cercato di far credere che si dava una mano a una famiglia in difficoltà, mentre si andava a favorire un'immobiliare. Di qui la decisione di presentare un esposto alla Procura, la quale ha aperto le indagini. A suo tempo, siamo stati sentiti, ma non pensavo che l'inchiesta fosse giunta a un punto così avanzato».
«In campagna elettorale - conclude Peserico - abbiamo esposto in modo chiaro i dubbi sulla gestione urbanistica da parte del sindaco, però la gente non ci ha creduto».
Mario Baggio
Mario Baggio
