Piotta, oltre il rap c'è il pop-rock
FERROCK. Pubblico foltissimo ed entusiasta al concerto di venerdì, due ore scatenate che hanno fatto ballare tutti
La virata stilistica dell'interprete romano è ormai compiuta: alle spalle anche le derive trash, ora vince la musica suonata e cantata
18/07/2011 Francesca Danda
VICENZA
Sono passati secoli da Supercafone e non è più tempo di Robba Coatta. Questo sembrava voler dire il vulcanico rapper romano Piotta in concerto, mentre venerdì scorso dal grande palco del Ferrock incitava alle danze le migliaia di vicentini accorsi ad ascoltarlo.
È una performance perfetta la sua per una serata estiva all'aperto, e tra il pubblico non si scorge una persona ferma. Uno show pirotecnico di due ore, con tutta la simpatia romanesca di Piotta in prima linea e una band di livello alle spalle, a siglare il quasi definitivo abbandono di campionamenti, scratch e canoni rap per abbracciare la musica suonata.
Lo stesso cantante, affermatosi da una decina d'anni tra i principali interpreti della scena hip hop italiana, non rappa più ma canta, in una decisa virata verso il Rap 'n' Roll che può permettersi allegramente di superare i limiti dei generi musicali mischiando elettronica e un suono dal vivo schiettamente rock. Certo, la scaletta non si sogna di deludere i moltissimi fans, tra vecchi inni e nuovi cavalli di battaglia. Il tormentone de "La Grande Onda", il ritmo dance de "La Mossa del Giaguaro", la storica hit "Supercafone" assieme alle più recenti "Sabotaggio" o "Ti amo, ti odio" e al nuovo singolo "Mai mai mai", manifesto della campagna referendaria di Greenpeace contro il nucleare e la privatizzazione dell'acqua, ci sono tutti, ma è il marchio di fabbrica che cambia.
Con la cancellazione della particella "Er" dal nome d'arte, Piotta ha messo nel cassetto anche il sapore coatto delle sue origini hip hop e trash-funk romane, maturando un gusto artistico che lo spinge a riproporre il suo repertorio in chiave pop-rock, in un'infinita e godibilissima rincorsa a citazioni "colte" della storia del rock tra Led Zeppelin, Blur, Depeche Mode, Red Hot Chili Peppers, Deep Purple e via così. Il risultato è una trasformazione considerevole e convincente, che racconta di una voglia irrefrenabile dell'artista di non fermarsi mai e di esplorare la musica a 360 gradi.
Su una cosa però Piotta non si smentisce: la capacità di mettere sul piatto, alla portata di tutti, tematiche attuali scottanti e problemi tipicamente italiani con un antagonismo impegnato ed efficace che solo lui sa dissimulare in intrattenimento. Dando al pubblico ciò che vuole, in due parole ritmo e divertimento.
Anche l'apertura di serata, di matrice nostrana, si è rivelata un successo. Dopo il set dei giovanissimi Superficie Ruvida, che con il loro combat groove su vita "metropolitana" vicentina e dintorni hanno richiamato sotto palco un gran numero di fan, venerdì sera hanno esordito sulla scena del Ferrock i vincitori di Vicenz@NetMusic 2011, i maladensi Big Me, per far conoscere al pubblico una proposta rock che si è rivelata vincente. Tra cover dei Foo Fighters (loro band d'ispirazione) e brani originali dal sound tipicamente rock americano anni '90, i quattro musicisti hanno tenuto il palco con invidiabile sicurezza nonostante la poca dimestichezza con le sue dimensioni, meritandosi un gran numero di applausi sinceri.
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