Ferrock s'accende con i Minerva tutti energia e stile
FESTIVAL. Ai Ferrovieri anche l'atto finale della rassegna targata GdV
Fantasia da vendere nel cantato e nello strumentale per i vincitori del Premio Il Giornale di Vicenza Kani scatenati. I Linea 77 dividono
18/07/2011 Stefano Rossi
VICENZA
Tre gruppi a Ferrock sabato per una serata veramente a suon di rock in quartiere Ferrovieri. L'appuntamento clou della festa al Parco Retrone ha riservato più di qualche sorpresa, soprattutto da parte delle due band che avevano il compito di aprire la sequenza dei concerti: Kani e Minerva, questi ultimi vincitori del "Premio Il Giornale di Vicenza" nell'ambito di Vicenz@NetMusic, che i Linea 77 stessi, headliner della serata, avevano scelto come apripista. Visto il valore della proposta dei vicentini, una nota stonata giunta proprio dai Linea 77, che al momento della premiazione si stavano preparando a salire sul palco e non hanno trovato il tempo di consegnare la targa di rito...
Ad aprire le danze sono stati i quattro scatenati Kani vicentini: Joker (voce), Lispio (basso), Pante (chitarra) e Cib (batteria) hanno dato ai presenti un rovente assaggio del loro album "Rockabeast"; dal vivo la band ha reso alla grande pezzi come "Too Sexy For My Pants" e "Proud smoker", presentando anche un pezzo nuovo, "Drink'n'drive", dedicato al problema della guida in stato di ebrezza. Una conferma che merita un bel futuro, soprattutto per la convinzione con cui i quattro musicisti suonano. Così come i Minerva, che nonostante i 38° di febbre del chitarrista e cantante Marco Barbieri, hanno confermato energia e fantasia da vendere, sia nei pezzi cantati che in quelli strumentali, in bilico tra presente e anni '90. Notevole anche il lavoro della sezione ritmica, con Franco Lorusso alla batteria e Daniele Bertuzzo al basso. Tra i pezzi migliori quella "Pazzo Marcelo", presentata a Vicenz@NetMusic, e "Fuliggine". Anche per loro applausi meritati, sia per la tecnica che per gli arrangiamenti dei pezzi, a conferma che il successo nell'ambito della rassegna de Il Giornale di Vicenza non è giunto per caso.
Intermezzo "patriottico" prima dell'arrivo dei Linea 77 con una coreografia di Thierry Parmentier e il Gruppo Evento, sull'Inno di Mameli interpretato dalle chitarre elettriche di Roberto Mosele e Matteo Ritenuoli. Un bel modo di rendere omaggio al nostro Paese con hula-hoop e drappi colorati (bianchi/rosso/verdi, naturalmente...).
Infine eccoli, i Linea 77, animali da palco come sempre. Una sezione ritmica possente, fondamentale per il loro genere, due voci arrabbiate al punto giusto, una chitarra stridente: questi gli ingredienti principali dei loro pezzi. A Ferrock Razzo (batteria), Dade (basso), Emi e Nitto (voci) e Chinaski (chitarra) hanno portato una scaletta assai tirata, dando prova di quanto sono capaci sul palco. Non potevano mancare per celebrare i dieci anni della band - pezzi come "Il mostro", "Fantasma", "La nuova musica italiana", "Inno all'odio", "Mi vida", "Vertigine", "Moka", "Third Moon" "66 diabolus in musica", "The sharp sound of new blades", tratti un po' da tutti gli album della band piemontese. Contenti i fan della formazione, un po' perplessi coloro che non li conoscono bene, che hanno faticato un poco a seguire le melodie del gruppo.
Da dieci e lode senza dubbio l'organizzazione della festa. Non per niente Ferrock è cresciuta anno dopo anno fino ad assumere la dimensione e l'atmosfera di un vero e proprio festival, coinvolgendo il quartiere e rispettandolo al tempo stesso. Importante l'impegno nella campagna "Scimmia al volante pericolo costante", contro la guida in stato di ebrezza.
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