Vicenz@NetMusic, in giuria il bassista vicentino reduce dalla tournée con De Andrè
DAVIDE PEZZIN
21/04/2011
Lo avevamo lasciato lo scorso anno in partenza per la sezione estiva del tour di Cristiano De Andrè dedicato alle canzoni del padre Fabrizio, intitolato appunto "De Andrè canta De Andrè". Davide Pezzin, bassista e contrabbassista vicentino, faceva coppia nella band con un altro vicentino, il batterista Davide Devito. E lo ritroveremo proprio questa sera nell'ambito della giuria chiamata a selezionare i venti finalisti di Vicenz@NetMusic 2011, assieme ad altri colleghi musicisti, a giornalisti e addetti ai lavori.
Adesso avete finito il tour?
Sì, dopo circa centotrentacinque date in tutto, in un anno e mezzo di viaggi in tutta Italia.
Com'è stato suonare fianco a fianco con De Andrè figlio?
Molto interessante. Penso che questa tournée sia stata importante prima di tutto proprio per lui; si potrebbe dire che sia uscito da una decina di anni di sofferenza. Dalla scomparsa del padre aveva avuto richieste da tutte le parti per interpretare quella musica, ma per dieci anni ha detto di no. E si capisce la coerenza del personaggio: avrebbe potuto sfruttare in lungo e in largo il suo cognome, invece...
Dal punto di vista prettamente tecnico, come ti sei trovato a suonare queste canzoni?
Prima di tutto devo rendere merito al riarrangiamento dei brani che è stato curato da Luciano Luisi, al piano e tastiere, che adesso è tornato a suonare con Ligabue. Assieme a Cristiano ha rivisitato le canzoni in versione più... rock inglese. Il discorso che si fa sempre sulla difficoltà tecnica dei brani da interpretare è relativo, per un professionista. Le difficoltà nascono casomai dal punto di vista dell'interpretazione, per rendere appieno lo spirito del brani. Certo, ci sono dei pezzi più complessi; ad esempio quelli dell'esperienza sarda di Fabrizio De Andrè, con delle ritmiche arabeggianti e temi da fare con violino e pianoforte che sono stati non facili, ma molto belli e divertenti.
Finita questa tournée ci sarà un seguito?
Ho sentito proprio alcune settimane fa Cristiano, mi ha detto che sta scrivendo; saremo convocati nei prossimi mesi per incidere tre brani inediti che saranno inseriti nella tournée nuova; non so se sarà direttamente quest'estate o in inverno, comunque c'è la prospettiva di continuare quest'esperienza. Si ripartirà anche perché la richiesta è sempre stata altissima; sold out praticamente dappertutto...
Una situazione curiosa?
Abbiamo suonato a Lampedusa, all' "O' Scià 2010", il festival musicale organizzato da Claudio Baglioni. Che ho scoperto essere un personaggio molto interessante, assai pignolo professionalmente e molto intelligente. Vuole che le cose siano fatte bene. Era sempre lì a lavorare. E ha una gentilezza innata.
Quando iniziasti a lavorare come professionista, ai tempi di Marco Paolini "pre-Vajont", se ci fosse stata una manifestazione come Vicenz@NetMusic avresti partecipato?
Senza dubbio. Agli inizi bisogna fare tutti i concorsi che si trovano, soprattutto quelli che, come NetMusic, ti danno un'ampia visibilità. Io sono molto favorevole all'utilizzo di Internet per la musica, perché darebbe un nuovo impulso anche alla musica dal vivo. E poi la Rete dà una spinta straordinaria anche alla creatività, ti permette di dialogare e suonare assieme a musicisti lontani magari migliaia di chilometri. Un tempo non era possibile. E poi dà possibilità enormi di promuoversi, di far viaggiare la propria musica.
E adesso tu stai... jazzando...
Sì, o meglio sto studiando. Mi sono iscritto di nuovo al Conservatorio per avere un riconoscimento ufficiale ai miei studi.
Quindi il messaggio ai giovani è: se amate la musica, studiate.
Certo, è importante. Ma è fondamentale pure l'esperienza live. Io adoro insegnare e serve molto anche a me stesso. Mi tiene a contatto con il mondo della musica più giovane, facendomi capire dove sta andando...
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