Bassano con l'attacco tascabile
CALCIO SECONDA DIVISIONE. Ambrosio dovrebbe stare ancora in panchina: «Ma sono contentissimo di essere qua». Si ferma anche Gasparello: Rastelli potrebbe far giocare i “piccoli” Berrettoni e Ferretti
Non è dato sapere se sarà proprio lui l'Aniello al dito del Bassano, per adesso è soltanto Ambrosio, Aniello per l'anagrafe, l'ultimo che chiude la porta. Grande, grosso e giovanottone (ha vent'anni), fino alla settimana scorsa Ambrosio, napoletano di San Giuseppe Vesuviano, alle pendici del vulcano, era al Sorrento al piano di sopra e con i rossoneri campani ha disputato precampionato e Coppa Italia. Poi, all'improvviso è arrivata la chiamata giallorossa e il prestito si è materializzato a mezz'ora dalla fine del mercato.
«Mi hanno avvisato all'ultimo, ormai non me l'aspettavo più - rivela il ragazzo con l'aria del bravo guaglione - ma tutti i compagni a Sorrento quando hanno saputo del Bassano sono venuti a farmi i complimenti e a incoraggiarmi perchè andavo sul sicuro e secondo loro era un'opportunità che non potevo farmi scappare. Ed in effetti l'organizzazione qui è perfetta, le strutture sono ancora meglio e la società è serissima».
Già. E le ambizioni un tantino più corpose di quelle del Neapolis con cui Ambrosio lo scorso anno ha disputato la C2 dietro l'angolo di casa. «Beh, qua è tutto diverso, si punta a un posto tra le prime sei e a guardare i primi allenamenti di qualità ne abbiamo davvero tanta. Tuttavia neppure la voglia di lottare manca. A Santarcangelo, appena arrivato, ero in panchina e la squadra si è battuta da leone in inferiorità eppoi addirittura in nove. A momenti non vinciamo lo stesso». Con quella stazza (un metro e 88 per 85 kg a stare stretti), problematico considerarlo un semplice scugnizzo, ma il diretto interessato srotola pregi e difetti.
«Credo di essere sufficientemente solido in tutte le voci, anche se si è migliorabili dappertutto, specie alla mia età. Magari dovrei cercare di crescere velocemente coi piedi».
Rastelli di lui racconta che è valido e che si sente al sicuro, ma sta ancora completando l'ambientamento e memorizzando i nomi dei compagni. Motivo per cui domani presumibilmente in porta andrà ancora Simone David.
«Per me non ci sono titolari e riserve nel ruolo - chiarisce il tecnico - va dentro chi sta meglio e chi mi offre maggiori garanzie. E adesso vado liscio con entrambi».
Quanto ad Ambrosio, che naturalmente tifa Napoli e ha idealizzato Buffon come modello, alla Virtus è in prestito: siamo al fidanzamento con tanto di Aniello (ops, anello) e a giugno si vedrà se sarà il caso di legarsi un po' più a lungo. Insomma, domani David e dopodomani ancora David. Poi, forse, giro di giostra pure per Ambrosio.
Con Longobardi ammaccato in panca, Berrettoni con una sola ora di autonomia, la caviglia malconcia di Mattioli e le assenze di Proietti e Toninelli, Bassano ora perde anche Gasparello, bloccato dalla lombalgia: per lui ieri solo corsa leggera e nemmeno oggi potrà forzare nella rifinitura.
Si profila un modulo con Corrèa trequartista davanti a una cerniera a tre con Mateos, Carteri e Conti e una prima linea dei due piccoli Ferretti-Berrettoni. Cross rigorosamente aboliti e palla stabilmente a terra per imboccare la via del gol con fraseggio e geometrie. Suggestivo ma intricato.
Vincenzo Pittureri
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