Longobardi alla caccia del gol perduto
CALCIO SECONDA DIVISIONE. Va verso il recupero un altro attaccante sul quale potrà contare Rastelli dopo il problema ai reni e l'operazione. «L'obiettivo del Bassano è la Prima Divisione con la promozione diretta o attraverso i playoff Questo è un gruppo che darà filo da torcere a tutti»
Christian Longobardi, avrà fatto i suoi calcoli: l'ultimo anno in C2 lei e Gasparello in coppia avete raccolto 31 gol. In doppia cifra ci può arrivare?
«Grazie, ma i miei calcoli me li hanno appena asportati. Ora sto bene, anche se non so quanto potrò avere di autonomia. I primi due giorni di allenamento in gruppo sono stati positivi, uno spezzone a oggi potrei farlo. Ma c'è ancora un po' di tempo da qui a domenica, vediamo. Quanto alla doppia cifra l'esperienza mi insegna che i proclami non portano a nulla. C'è solo da sbattersi e finalizzare il più possibile con lo spirito visto a Santarcangelo».
Col Renate, rivelazione della prima giornata, il debutto al Mercante
«In C2 si corre e si combatte più che in C1 e la dimensione temperamentale è indispensabile. Poi, sono d'accordo, occorrerà qualcos'altro. Tuttavia sono sicuro che nel giro di un paio di partite, tre al massimo, questa squadra rintraccerà la sua condizione standard e lieviteremo progressivamente.
Rastelli ha cambiato il modo di giocare di Bassano?
«Con lui stiamo lavorando davvero benone. Sappiamo cosa fare, come farlo e quando farlo. Prepariamo tutto nel dettaglio. Metabolizzati tutti gli automatismi sono certo che vedrete un altro tipo di calcio. Ci sono i mezzi e gli uomini per non fossilizzarsi su un solo sistema di gioco, ma per sperimentare con successo più moduli».
Lei sa che il Bassano deve centrare i primi sei posti?
«Sarebbe sciocco e purerile nascondersi. La proprietà si è impegnata in investimenti corposi in un preciso momento in cui quasi tutti altrove si tirano indietro. Non possiamo fare finta di nulla, è nostro dovere puntare al massimo, che sia promozione diretta o playoff, da lì non si scappa. Quello dovrà essere il nostro obiettivo».
A sensazione che gruppo le sembra?
«Di atteggiamento battagliero, pronto a soffrire e a lottare. Sì, è uno spogliatoio dove si respira applicazione, umiltà e disponibilità a sacrificarsi. Che poi è quello che serve se si vuol fare strada in serie C».
Longobardi, ora ce lo può dire: cosa è accaduto lo scorso anno per retrocedere in quella maniera?
«È una caduta figlia di un mucchio di motivazioni, alcune evidenti come gli infortuni a raffica e certi torti palesi che abbiamo subito. Eppure la verità che i primi responsabili di quel tracollo siamo stati noi giocatori, inutile accampare scuse. Se siamo scesi in C2 è fondamentalmente colpa nostra, non giriamoci attorno, poiché la salvezza era alla portata. E in questi casi c'è un solo modo per riscattare un'annataccia come quella passata ripagando gli sforzi di chi ci ha dato fiducia: ovvero rimboccarsi le maniche e agguantare subito la C1 perduta, non vedo altre soluzioni. Siamo in debito con la società, con la città e con chi ci vuole bene. Adesso c'è solo da pedalare. Punto».
Vincenzo Pittureri
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