Arzignano Offese a Napolitano sul web
Signorin, consigliere provinciale attacca il Capo dello Stato su Facebook dopo la proposta di cittadinanza agli immigrati
Non più da vice sindaco, ma ancora da consigliere provinciale. Non più in nome della Lega Nord, da cui è stato espulso, ma da libero cittadino. Massimo Signorin discute di politica su Facebook e rivolge parole pesanti al Capo dello Stato. Ne nasce un caso, con relativa protesta dei consiglieri di minoranza di Arzignano.
L'ex vicesindaco della Città del Grifo, che ancora siede fra i banchi del gruppo misto a Palazzo Nievo, all'indomani della proposta del presidente Giorgio Napolitano di concedere la cittadinanza agli immigrati, ha pubblicato sul proprio profilo Facebook commenti decisamente poco lusinghieri all'indirizzo della più alta carica dello Stato.
«Il problema non sono i nuovi italiani - ha scritto Signorin sulla sua bacheca virtuale - piuttosto i politici di una certa età»: frase parafrasata in quanto gli epiteti rivolti al Presidente della Repubblica non sono riportabili senza rischiare il reato di vilipendio. «Andare a coltivare l'orto» l'invito più gentile rivolto da Signorin ad una certa classe politica.
«Non ci sono parole per descrivere le performance di Massimo Signorin» scrivono in una lettera i consiglieri di opposizione Antonio De Sanctis, Stefano Fracasso, Lorella Peretti e Stefano Anzolin. «Abbiamo ricevuto segnalazioni da cittadini arzignanesi - spiegano - indignati per le frasi pubblicate. Sono tre anni che Massimo Signorin lancia illazioni infamanti e gratuite all'indirizzo dei componenti della vecchia Amministrazione. Ora alza il tiro e se la prende con il Capo dello Stato. È ora che qualcuno lo fermi. Siamo esausti di vedere Arzignano rappresentata da una classe politica di questo tipo».
Le offese rivolte al Presidente secondo loro sono doppiamente gravi: «Perché Signorin è stato assessore ai lavori pubblici e all'urbanistica, è stato vice sindaco ed è consigliere in Provincia». In altre parole ha un ruolo pubblico, era ed è amministratore di quello Stato di cui Giorgio Napolitano è il vertice.
Inoltre, dicono i consiglieri: «Vogliamo ricordare a tutti da che pulpito vien la predica. Di Massimo Signorin giornali e tv si sono occupati perché indagato come evasore totale in quanto, con la società "Palladio Pelli Srl", non avrebbe presentato le dichiarazioni dei redditi per cinque anni». «Insuperabile» concludono ironicamente i consiglieri annunciando che martedì, in Consiglio comunale, chiederanno scusa a nome della città al Capo dello Stato.
Silvia Castagna
Tweet Segui @GiornaleVicenza























