Crespadoro Arte, il Comune vuole Sgarbi
CRESPADORO. L'Amministrazione chiede al critico di far parte della commissione che sceglierà le opere da acquistare
Crespadoro compra opere d'arte e chiede a Vittorio Sgarbi di fare da consulente. «Lo inviteremo a far parte della commissione - dice il sindaco Giampietro Dalla Costa - così come lo chiederemo anche ad altri esperti di livello nazionale come Achille Bonito Oliva e Philippe Daverio. Non sappiamo chi accetterà, l'importante è che capiscano lo spirito del progetto, e quindi vengano gratis». Crespadoro è il primo Comune in Veneto, e tra i pochi in Italia, che destinerà dei fondi appositi per acquistare opere d'arte contemporanea da "spargere" sul territorio, creando un "arredo artistico urbano esteso".
È stato approvato nell'ultimo Consiglio comunale (con l'astensione dei tre consiglieri di minoranza, che hanno sollevato qualche perplessità) un progetto per riservare una percentuale dei ribassi d'asta degli appalti pubblici per l'acquisto di opere artistiche.
Un sistema innovativo che trae la sua origine da una legge del 1939, la famosa legge Bottai. «Un comma aggiunto nel '49 - spiega Dalla Costa - prevedeva che nell'esecuzione di edifici pubblici il 2 per cento della spesa venisse destinata all'acquisto di opere d'arte per abbellire gli edifici stessi. Una norma che noi abbiamo attualizzato».
L'amministrazione comunale di Crespadoro, quindi, ha deciso che in caso di aggiudicazione di appalti di opere pubbliche con ribassi d'asta pari o superiori al 4 per cento, accantonerà il 2 per cento del totale della spesa per l'acquisto di opere d'arte.
Verrà nominata una commissione di esperti d'arte, anche a livello nazionale, che formulerà l'elenco delle opere artistiche da acquistare: sculture, installazioni od opere prodotte in loco, di artisti nazionali o internazionali. Si fanno già dei nomi, come quello di Arnaldo Pomodoro. «Vogliamo creare un museo d'arte diffuso - prosegue Dalla Costa - Quest'anno abbiamo fatto opere per un milione di euro, l'anno prossimo, con la nuova pista ciclabile e asfaltature varie, prevediamo opere per 800-900mila euro. Stimiamo quindi di avere a disposizione 10 mila euro». L'intenzione è di creare un percorso artistico all'aperto, dove collocare le opere acquistate negli anni dal Comune, anche in prospettiva di richiamo turistico.
«Il territorio non sarà più semplice contenitore - conclude Dalla Costa - ma parte integrante delle opere artistiche».
Attualmente in Italia sono solo due le città che hanno rispolverato la legge Bottai e la stanno applicando con successo: Roma con il "Maxxi" e Milano nel Museo della Permanente.
Anche L'Aquila sta applicando la legge nella ricostruzione del centro storico danneggiato, per abbellirlo con nuove opere d'arte.
Eva Dallari
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