Appello dei sindaci «Adesso abbattete i capanni di caccia»
ARCUGNANO. In attesa che entri in vigore l'emendamento della Regione. Quelli ufficiali sono 400 ma si arriva a 5 mila se si considerano tutte le tipologie. La metà di quelli controllati non è a norma
Anche dai sindaci di Albettone, Arcugnano, Brendola, Noventa Vicentina e Zovencedo, che si sono ritrovati nei giorni scorsi in municipio ad Arcugnano, presente anche l'on. Sergio Berlato, arriva ai cacciatori il consiglio di smontare e abbattere capanni e torrette da caccia. Tutto questo fino a quando, e si parla più o meno di fine luglio, non entrerà in vigore l'emendamento approvato dal Consiglio Regionale che andrà a fare chiarezza sulle tipologie di appostamento fisse e temporanee. Sì tratta di pochi giorni, è vero, ma il rischio che si corre è talmente alto che è meglio non rischiare. «L'eventualità a cui si può andare incontro in questo periodo - spiega il sindaco di Arcugnano, Paolo Gozzi - è che il capanno da caccia sia considerato un abuso edilizio. Il proprietario, in questo caso, dovrebbe rispondere con una sanzione amministrativa, che può arrivare anche a 103 mila euro, questo il tetto massimo stabilito dalla normativa, e con l'avvio di un procedimento penale, nota informativa alla procura. Nell'incertezza quindi, in attesa del provvedimento regionale, piuttosto di rischiare così tanto, è meglio smontare tutto». I controlli del Corpo Forestale di Vicenza sono iniziati nel novembre del 2011 e l'indagine conoscitiva è ancora in corso. «Ma – precisano al comando cittadino – non c'è alcuna volontà repressiva, solo la necessità di documentare la situazione e individuare i casi irregolari più eclatanti». «Stiamo cercando di agire in modo equilibrato, dando attuazione alla legge e considerando la nuova normativa – spiega il Comandante della Forestale di Vicenza Franco Mason – è una fase di valutazione in evoluzione. Numeri? Difficile fare una stima ufficiale in questo momento». Qualche dato però c'è. «Gli appostamenti fissi nel Vicentino – aggiunge l'ispettore Bruni - sono circa 400, come risulta dalla denuncia presentata dai cacciatori prima dell'apertura della stagione venatoria. Si arriva a 5000 strutture adibite se si considerano tutte le tipologie di capanno: fisse e temporanee, strutture in legno, frasche, siepi, altane comprese». «La diffusione è omogenea sulle zone collinari – continua il comandante Mason – la precedenza nei controlli viene data alle aree protette, alle zone con tutela urbanistica e paesaggistica». Almeno la metà dei capanni controllati dalla forestale risultano fuori norma. «In violazione delle norme urbanistiche e paesaggistiche. In questi casi partono il procedimento amministrativo, cioè la sanzione, e la comunicazione alla procura della repubblica. Comunque non si procede subito con le sanzioni: alcune situazioni sono ancora sub judice, cioè con verifica in corso». I controlli vengono effettuati dalla forestale in collaborazione con gli uffici tecnici dei comuni.
Luisa Nicoli
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