Castegnero, la scuola multietnica fa le prove alla primaria
CASTEGNERO. Alla “Zanella” di Villaganzerla. Nell'ora di religione si spiegano anche le altre dottrine per far comprendere ai bambini la complessità del nostro mondo
Un piccolo passo della primaria “G.Zanella” di Villaganzerla, è un grande passo verso la società del futuro. Un paese, meglio una piccola scuola di campagna, che si trasforma in un “cantiere aperto”, per le coscienze e culture diverse. «Imparare a conoscersi nella diversità», è stato l'obiettivo perseguito dall'insegnante di religione Giuseppe Prisco, che aveva già sperimentato in altre due scuole beriche il metodo della “Regola d'oro delle diverse religioni”, per mettere a confronto le famiglie e infrangere i muri della diffidenza e differenza reciproca. «La scuola vicentina - spiega Prisco- è una delle più multietniche d'Italia. “La regola d'oro” è diventata una chiave che apre il dialogo tra gli uomini».
Cioè non solo religione cattolica, ma in classe s'insegnano anche le altre religioni. «In principio si è trattato di portare a conoscenza del progetto le insegnanti, per poi coinvolgere i diversi rappresentanti religiosi locali e le famiglie. Un processo non facile, e ancora sperimentale, ma il Vicentino fa da apri pista al resto d'Italia. Dopo il via libera, in classe è iniziata la spiegazione, a volte giocosa, altre con testimoniane dirette, altre ancora attraverso testi e immagini dei significati e differenze tra le varie religioni».
Un cambio radicale per quanto si è fatto a scuola fino ad ora? «Credo sia il futuro di questo spazio educativo - aggiunge l'insegnante -, con un duplice risultato: potenziare l'apertura verso l'altro come individuo e comunità. Il progetto è per l'alunno e la famiglia. L'ora di religione non prevedeva più solo l'insegnamento della dottrina cattolica, ma delle culture religiose monoteiste e non: induista, buddista, ebraica, islamica che fanno parte del tessuto sociale moderno di Villaganzerla».
Quali i risultati? «Soddisfacenti al punto tale che, dopo una timida partenza la lezione settimanale, è diventata un cantiere aperto di idee e tradizioni. La festa finale della scuola è stata la sintesi dell'esperienza con gli alunni che hanno rappresentato “la Regola d'oro”».
«Il progetto - osserva Prisco - mira a far conoscere usi e costumi delle varie religioni. Protagonisti erano gli stessi alunni delle diverse confessioni che così si sono confrontati e meglio conosciuti. Il messaggio è pace e fratellanza nella diversità. Lo spettacolo finale ha messo assieme proprio queste realtà, con le famiglie che si sono incontrate. C'è stata l'intesa tra i rappresentanti religiosi: dal parroco don Diego all'imam Kamel Layachi; da Gurjit per i Sihk ad Agostino Pilati per l'Associazione Religioni Insieme. La benedizione è giunta anche dal Vaticano con un messaggio dalla Segreteria di Stato e letto durante la serata conclusiva».
Il progetto continuerà anche l'anno prossimo? «Stando all'entusiasmo del dirigente scolastico Urbano Bonato, degli insegnanti e genitori - sottolinea Prisco - credo proprio sì. L'iniziativa potrebbe estendersi anche alle scuole limitrofe».
Alla fine cos'è rimasto ai ragazzi? «Uno spirito nuovo. Un modo di guardare l'altro, diverso da quello che gli è stato trasmesso fino ad oggi. Un modo, forse - conclude -, per immaginare un futuro migliore loro come nostro».
Antonio Gregolin
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