Morto a Lapio Aperta l'inchiesta
ARCUGNANO. La vittima caduta da una piantaIl magistrato ha disposto l'autopsia per accertare le cause del decesso. Il 56enne stava potando nel giardino di un amico
Un'inchiesta per accertare le cause della disgrazia avvenuta l'altro giorno a Lapio di Arcugnano, in via Santa Croce 65, dove il pensionato Antonio Trentin è morto precipitando da una scala dopo un volo di alcuni metri, mentre potava una pianta. L'ha aperta il pm Cristina Gava, che incaricherà il medico legale di verificare perché lo sfortunato Trentin, di 56 anni, che abitava non lontano dal luogo della disgrazia, è precipitato.
Non si esclude che possa essersi trattato di un malore, ma le indagini medico legali serviranno appunto a delineare meglio il contesto dell'incidente per il quale è intervenuto anche il servizio Spisal dell'Ulss 6.
Trentin è morto sotto gli occhi atterriti del padrone di casa e amico Luigi Vendramin, che è stato il primo a dare l'allarme al 118 intorno alle 16.25 di lunedì, anche se purtroppo non è servito a nulla.
Ieri è stato un pellegrinaggio di parenti e amici a casa Trentin, dove in tanti hanno voluto porgere le condoglianze alla moglie Bertilla Zamboni e alla figlia Alice.
La vittima prima di andare in pensione un anno fa aveva lavorato a lungo come muratore e, negli ultimi tempi, in una ditta che forniva servizi alle Poste.
Trentin era attivo nel volontariato e gli amici alpini della sezione Ana ieri hanno voluto ricordarlo angosciati per una simile tragedia che ha colpito l'intero paese.
Per le indagini oltre allo Spisal sono intervenuti i carabinieri, che hanno approfondito le circostanze dell'incidente. Tra le ipotesi, oltre a quello di un malore, il fatto che Trentin dopo avere appoggiato la scala di legno per potare un albero, sia scivolato a causa della rottura di un supporto. Così almeno sarebbe stato riferito agli investigatori che lo hanno segnalato al magistrato.
L'intervento dello Spisal, che si occupa di infortunistica sui luoghi di lavoro, servirà anche per stabilire quale fosse l'effettivo rapporto in essere tra il padrone di casa e la vittima. «Qui ci conosciamo tutti e siamo soliti scambiarci reciproci favori - spiegava l'altro pomeriggio un conoscente -, non era la prima volta che Antonio tagliava un ramo». Gli accertamenti ordinati dalla procura serviranno anche a questo.
Albano Mazzaretto
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