Pensionamenti e turn over Un'emorragia a ostetricia
NOVENTA. Il primario va in pensione e altri quattro medici sono pronti a lasciare il reparto
A febbraio se ne va in pensione il primario Vincenzo Tinelli, giunto a Noventa nel 2005 come successore di Mario Thiella passato al privato. Subito dopo andrà anche lui in pensione l'aiuto anziano Fortunato Tommasi. Due altre componenti della squadra, Elena Caltarossa e Laura Caruso, nei mesi scorsi si sono trasferite: la prima all'ospedale di Mestre, la seconda a Venezia.
Una quinta specialista, Michela Bonora, a partire da metà 2012 rimarrà assente parecchi mesi. Insomma, su un organico di sette elementi, nel giro di pochi mesi ne mancheranno quattro, e da giugno addirittura cinque. Nel frattempo un primo rinforzo, Armando La Scala, è già arrivato, anche se a tempo determinato fino a marzo.
Dunque, per ostetricia e ginecologia di Noventa una grave emorragia di personale che stava gettando ombre minacciose sul futuro di un reparto che gestisce 22 posti-letto, e lavora su tutto il fronte dell'attività di genere dei due settori specialistici, compresa la fecondazione assistita. Dopo la sospensione un anno fa del punto nascite, poteva essere la fine per una delle strutture storiche del "Milani".
Il rischio reale era che il servizio potesse chiudere per autoconsunzione. Ma la volontà della direzione dell'Ulss è quella di mantenerne alto il livello. Così il dg Antonio Alessandri e il direttore sanitario Eugenio Fantuz, coinvolgendo il capodipartimento Giuliano Zanni, che dirige l'ostetricia-ginecologia del San Bortolo, hanno approntato un piano per coprire le esigenze, con "missioni" a Noventa di alcuni medici di Vicenza con prestazioni gettone. Poi, con una richiesta alla segreteria regionale della sanità, Alessandri ha chiesto di poter chiamare nuovo personale per superare l'emergenza.
La risposta positiva da Venezia è di questi giorni e Alessandri é stato autorizzato ad assumere tre medici, due a tempo pieno e uno a termine, pescando i nominativi anche nella graduatorie di altre aziende sanitarie, nel caso specifico in quella dell'Ulss 4.
È stata la chiave di volta. I sostituti sono stati già trovati e pertanto non ci sarà alcuna interruzione di servizio. Si andrà avanti senza soluzione di continuità. In più, appena Tinelli lascerà l'ospedale, al suo posto subentrerà un facente funzioni, probabilmente Carmelo Pamio, attuale vicario di Zanni, al quale il dg ha già proposto l'incarico e che si è riservato di dare una risposta per i prossimi giorni.
Alessandri è determinato: «Vogliamo garantire l'attività a tutto tondo. La sospensione del punto nascite non ha nulla a che fare con il resto dell'attività ostetrica, dalla gestione delle gravidanze alla preparazione al parto, che è continuata e che intendiamo potenziare».
Il ds Fantuz conferma: «C'è l'impegno a rimpiazzare i partenti e a far proseguire il servizio a un alto tasso di qualità». Lo stesso dichiara Tiziana Sagazio, che regge la direzione medica del "Milani".
«Il punto nascite - spiega - proponeva problemi complessi, a cominciare dalla sicurezza, senza contare il tetto annuo dei parti imposto dal ministero, ma il reparto va tutelato e rafforzato all'interno di una riorganizzazione funzionale per renderlo ancora più operativo. Il territorio del Basso Vicentino deve essere coperto. Il nostro obiettivo è questo».
Franco Pepe
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