Il Comune cede i terreni «Li stanno svendendo»
MONTICELLO C.O. Tengono banco in Consiglio le alienazioni dopo le aste andate deserte. Snobbati dalle imprese, i lotti vengono riproposti ai privati diminuendo i volumi. La Giunta: «È l'unico modo per fare opere»
Luglio mese di saldi e prezzi scontati, anche a Monticello Conte Otto. A tentare i compratori però, in questo caso non saranno abiti o calzature, ma i terreni di proprietà comunale, messi in vendita ad un prezzo che il capogruppo dell'opposizione Luigi Costa definisce «stracciato». Dopo che lo scorso maggio le tre aste bandite per vendere alcuni terreni e immobili erano andate deserte, si era deciso di correre ai ripari e, per racimolare qualche soldino, quanto mai necessario alle casse comunali in tempo di tagli (leggi, “spending review”), il sindaco Alessandro Zoppelletto aveva dichiarato di essere pronto a ridurre il volume delle aree in vendita pur di riuscire a incassare denaro fresco. «L'unica soluzione - spiegò in quell'occasione - dal momento che le grandi aziende non si sono fatte vedere, è invertire la rotta e rivolgersi ai privati cittadini». Ad essere snobbati dalle imprese edili erano stati un lotto in via Revoloni; un vecchio fabbricato in via Vigardoletto, a due passi da villa Valmarana-Bressan ed un appezzamento, sempre edificabile, in via Cavour a Vigardolo. Accantonata la speranza di vendere l'antiquato edificio in zona Vigardoletto, poco appetibile anche a causa dei vincoli paesaggistici imposti dalla vicinanza alla villa palladiana e il cui valore non supera comunque i 45 mila euro, si era già provveduto a diminuire la cubatura dell'area di via Revoloni, passando dai 3730 mq originari agli attuali 1630. Stessa politica adottata anche per il lotto di via Cavour. L'ultimo Consiglio comunale ha decretato infatti la diminuzione del volume del terreno, senza tagli però al prezzo al metro cubo, che resterà invariato a 131,35 euro. Verranno dunque messi in vendita 1.392 metri cubi di terreno a una base d'asta di 182.878 euro (-13 per cento), contro i 210 mila preventivati inizialmente. In questo modo, secondo il sindaco, il lotto potrebbe essere ceduto più facilmente, dal momento che più di un cittadino avrebbe manifestato interesse. Non la pensano allo stesso modo i consiglieri di minoranza, che appunto per bocca del capogruppo Costa, accusano la maggioranza di svendere i gioielli comunali. «Questa politica del “vendere tutto e subito” è dannosa per la comunità, perchè riduce pericolosamente il valore del nostro territorio», attacca Costa, criticando le scelte dell'Amministrazione che, a suo dire, mostra il fiato corto e che già in passato aveva sacrificato alcuni terreni. «Comprendiamo l'esigenza e l'urgenza di far cassa - conclude Costa -, ma se andiamo avanti di questo passo, tra un po'al posto delle aste saremo costretti a ricorrere alle collette».COPYRIGH Torna a ribadire quello che già era emerso nel Consiglio comunale di maggio il sindaco Zoppelletto: «vendere qualcosa è meglio che restare a bocca asciutta». Sorvolando sulle accuse di tentata svendita mosse dalla minoranza, il primo cittadino insiste sulla bontà delle scelte dell'amministrazione in un periodo di crisi per tutti i comuni, non solo per Monticello: «Se possiamo vendere anche solo un piccolo lotto lo dobbiamo fare, perchè soldi non ce ne sono e le entrate delle dismissioni sono l'unico modo per far partire il piano delle opere pubbliche», pena lo sforamento del patto di stabilità.G.AR.
Giulia Armeni
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