Funziona la terapia anti piccione con i falchi
SANDRIGO. L'iniziativa della parrocchia. I rapaci sono stati posizionati davanti al duomo, con i loro versi hanno spaventato i colombi che imbrattavano la facciata
Sandrigo. Sta funzionando la terapia d'urto in difesa dei monumenti di piazza Duomo a Sandrigo. La presenza mattutina di quattro falchi, posti sul loro trespolo dal falconiere sandricense Stefano Mottin, sta tenendo lontani i colombi che con le loro deiezioni negli ultimi mesi avevano deturpato il duomo e la piazza. I rapaci, due femmine e due maschi, con il loro verso mettono paura ai quasi duecento piccioni, che fino a qualche giorno fa svolazzavano sul duomo, sporcando con i loro escrementi la facciata, le porte, gli scalini ed il pavimento di marmo.
«Mi ha chiamato il parroco - spiega Mottin - per riparare a questo vero disastro, tanto più che sono passati solo pochi anni dalla ristrutturazione della chiesa. È bastata la permanenza dei miei falchi per un'oretta ogni giorno e i colombi non si sono più fatti vedere. Ora continuerò il trattamento per tutto il mese di febbraio».
Mottin, falconiere per diletto, è innamorato dei suoi pennuti, li premia porgendo loro di tanto in tanto un pezzetto di carne di quaglia, li governa con un fischio in cui essi riconoscono l'autorevolezza dell'addestratore. Ha anche un motivo in più per essere preoccupato delle sorti del duomo, perché è stata proprio la sua azienda di restauro a ritinteggiare l'edificio sacro nella ristrutturazione di tre anni fa.
Anche per questo motivo, ed in virtù della sua passione per gli animali usati nella sua attività venatoria, il parroco mons. Venanzio Rigoni ha pensato ai suoi falchi quale ottimo deterrente alla fastidiosa presenza dei colombi, che non attaccano la preda ma ottengono il risultato voluto con la sola presenza. «In futuro - conclude Mottin - orterò delle sagome di plastica a forma di rapace, ponendole in posti strategici in modo da continuare a mettere paura ai colombi».
Giordano Dellai
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