I giovani del paese “adottano” i profughi
TORRI DI Q. L'incontro in Consiglio comunale. «Sono così abituati a lavorare - dice il sindaco - che ci hanno chiesto di poter dare una mano col nostro operatore ecologico»
«Tornare in Libia? Abbiamo un po' paura. Siamo neri e laggiù il colore della nostra pelle è un problema. Un po' perché storicamente siamo guardati con sospetto dagli arabi, e anche se qualcuno si è convertito all'Islam la discriminazione resta, un po' perché le milizie mercenarie di Gheddafi erano reclutate nell'Africa nera. Il rischio di finire in galera e di restarci tanto tempo, in attesa che scoprano chi sei e cosa facevi, è veramente alto». Lontano dal lavoro e ancor più da casa, Mahamud, Frank, Agyemang, William e Razak, profughi ghanesi ospiti dell'amministrazione di Torri di Quartesolo, aspettano che la burocrazia faccia il suo corso. “Fantasmi” in attesa del riconoscimento dello status giuridico, sognano un presente italiano tra un corso di lingua e le giornate nei cantieri comunali.
Per loro il Mal d'Africa è nostalgia alla rovescia: nostalgia del futuro, da costruire con le loro famiglie rimaste in Ghana. E da costruire presto «perché noi siamo l'unico sostegno per le nostre case. Per questo siamo partiti».
Nell'attesa vivono assieme, nuova famiglia per ognuno, in una casa messa a disposizione dal Comune, dove coltivano verze e verdure di stagione nel tempo libero. Perché non se ne stanno certo con le mani in mano.
«Sono talmente abituati a lavorare - sottolinea il sindaco Diego Marchioro - che ci hanno chiesto di poter dare una mano. Così li abbiamo aggregati al nostro operatore ecologico ed attualmente svolgono opera di pulizia nel territorio: strade, parchi gioco, spazi vari». Seguiti dalla Cooperativa "Con Te" di Quinto Vicentino attraverso il mediatore culturale Silvio Ilahi Bazzara, la psicologa Silvia Bellini e l'insegnante Fabio Segato, sono entrati in sintonia con la comunità locale.
«Sotto Natale - ricorda l'assessore alla cultura Stefania Frizzo - li abbiamo premiati in consiglio comunale, assieme alle alle associazioni, per quanto fatto al Festival dei Creativi. In collaborazione con Torri Lab hanno presentato un laboratorio musicale legato alle danze del loro Paese che ha riscosso curiosità e successo». Fino a giugno saranno ancora nel limbo, intanto però hanno tutti ottenuto il passaporto: «Fondamentale - precisa l'assessore al sociale Angela Pasinato - sia nel caso che non otterranno lo status di rifugiati politici, e dunque dovranno torrnare a casa, che in quello opposto. Uno di loro, grazie al percorso di formazione che sta effettuando, probabilmente tornerà in Ghana, gli altri si vedrà». Loro intanto hanno già adottato Torri: «Qui abbiamo rispetto e ci sentiamo più liberi di muoverci. La gente è proprio buona».
Roberto Luciani
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