Scintille e veleni per la crisi in municipio
SANDRIGO. Centinaia di cittadini all'incontro promosso dall'ex sindaco. La ricostruzione dell'ex sindaco scatena la reazione dei “ribelli” Ma il pubblico applaude chi dice: «Adesso bisogna voltare pagina»
Alla fine gli applausi più convinti se l'è presi Margherita Novello, già assessore di Sandrigo nelle amministrazioni 1985-90 e 2004-09, presente tra il pubblico, che a conclusione di serata ha dimostrato la preoccupazione del medico che cura una ferita: «Bisogna voltare pagina, lasciar perdere il passato, dimenticando torti e ragioni: ne va del futuro di Sandrigo».
Un obiettivo che sarà difficile da realizzare se gli ex amministratori non sotterreranno l'ascia di guerra alle elezioni di primavera, almeno a giudicare da quanto è successo martedì sera nella palestra dello “Zanella”, dove l'ex sindaco Barbara Trento ed i suoi fedelissimi di “Uniti per costruire” hanno incontrato i cittadini per offrire la loro versione del commissariamento. Alcune centinaia i presenti, tra cui alcuni dei nove consiglieri “dissidenti” che il 21 novembre, dimettendosi, hanno consegnato il Comune al commissario prefettizio Renata Carletti. È stato dalle loro parole di replica alla relazione dell'ex sindaco che è partita la bagarre, con le due parti che si contendevano la palma della frecciata velenosa, una dura contesa conclusa dalla salomonica considerazione della Novello che si è guadagnata il liberatorio applauso finale del pubblico.
All'inizio Barbara Trento ha spiegato il motivo per cui si è decisa ad incontrare i cittadini due mesi dopo lo scioglimento del Consiglio. «È stato un tradimento politico di alcuni assessori - dice -, nel nostro cuore c'era una tempesta di sentimenti: rabbia, dispetto, rancore. Non volevamo esserne travolti e ci siamo dati il tempo per capire e rielaborare». Analitico il lungo percorso del Piano degli Interventi, illustrato a turno dalla stessa Trento e dall'ex assessore Cristina Clavello, che di fatto ha costituito il motivo del contendere. Entrambe hanno spiegato come le obiezioni al Piano da parte degli assessori prima destituiti, poi dimissionari, Francesca Faresin e Francesco Rossato, fossero infondate. Trento ha deciso di approfondire anche la questione dell'ex Cristal, la grande area privata al centro del paese acquisita dal Comune con un accordo complesso che avrebbe trovato il disaccordo, strumentale secondo Trento, delle minoranze. Fin qui un confronto dialettico con quanto esposto da minoranza e fuoriusciti, con qualche vena polemica sulla “scientificità” con cui sono state presentate le dimissioni. Le polveri sono scoppiate nel dibattito pubblico: Francesco Rossato ha accusato il vicesindaco Francesco Segala di aver fatto pressioni sul consigliere Giuseppe Dal Lago affinchè non si dimettesse (circostanza in precedenza negata dalla stessa Trento) e di averlo fatto in un momento di grave lutto del consigliere. Segala se l'è presa con Giuliano Stivan, insistendo sul fatto che quest'ultimo, residente a Dueville, non potrebbe mai diventare sindaco di Sandrigo.
Allora l'ex sindaco Trento, accusata di decisionismo e scarsa comunicazione, toccata dall'allusione di avere indotto alle dimissioni Dal Lago (dimissioni per motivi personali che, aggiunte a quelle degli otto consiglieri in rotta con l'Amministrazione, hanno spostato l'ago della bilancia), si è difesa negando ogni accusa.
In particolare l'ex capogruppo e candidato sindaco della Lega Nord Giuliano Stivan l'ha rimproverata per l'atteggiamento di sufficienza sempre dimostrato nei confronti delle minoranze ed ha chiesto il motivo della mancata nomina di una commissione tributaria, ricevendo una risposta a denti stretti dalla Trento ed un poco incoraggiante vaticinio dall'ex vice sindaco Francesco Segala, che si è riferito alle sue origini duevillesi: «Lei non è di Sandrigo, non sarà mai sindaco, è innaturale, sarebbe come se la Merkel governasse l'Italia».
Giordano Dellai e Giulia Guidi
Tweet Segui @GiornaleVicenza
























