mercoledì, 23 maggio 2012

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Ravazzolo, eredità blindata

GRUMOLO DELLE A. Il tribunale respinge le prove sulla richiesta di riapertura della successione all'industriale Giuseppe. Il giudice non accoglie le richieste di Mariano, il fratello minore, e di fatto sancisce la fine delle ostilità sulla richiesta da 18 milioni
21/01/2012
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Mariano Ravazzolo

Un'ordinanza di venti righe, una paginetta, per mettere il sigillo alla dinasty Ravazzolo, una braccio di ferro sulla cospicua eredità (adesso blindata) del capitano d'industria Giuseppe Ravazzolo di Grumolo delle Abbadesse. L'ha emessa il giudice Federica Fiorillo dopo un anno di riserva. Non viene ammessa alcuna prova delle tante sollecitate dall'avv. Giambattista Rando per conto di Mariano Ravazzolo, 57 anni, il figlio più giovane del ricco imprenditore tessile che aveva fondato la rinomata sartoria industriale Confrav.
Il tribunale respingendo le istanze istruttorie, che volevano rappresentare le fondamenta della richiesta da 18 milioni di euro - tra conto capiotale e interessi - nella successione paterna per la quale Mariano sostiene ancora oggi di averci rimesso, è come se avesse detto che il più giovane dei Ravazzolo ha già avuto. E questo grazie a due transazioni risalenti al 1993 e successivamente al 2004, in base alle quali l'avvocato Francesco Barilà - che tutela gli interessi di Giancarlo e Silvano, rispettivamente di 73 e 69 anni -, ha più volte sottolineato che l'attore aveva avuto quanto gli spettava. All'incirca un milione di euro.
Mariano Ravazzolo ha posto a fondamento dell'apertura del terzo fronte successorio - l'iscrizione della causa è stata a giugno 2009 -, la conoscenza solo in anni recenti di nuovi conti postali e bancari sui quali il genitore avrebbe canalizzato ulteriori ingenti risorse per milioni di euro.
I fratelli, invece, per bocca dell'avvocato hanno replicato «respingendo con ogni possibile fermezza le accuse ingiuste e calunniose di Mariano», perché le domande erano «radicalmente infondate e temerarie», ritenendo insuperabili la doppia transazione e inconcepibile la richiesta di nullità o annullamento parziale del testamento del 19 luglio '93.
Il fatto che il giudice, respingendo tutte le istanze formulate nelle memorie del 23 novembre 2009 e 21 ottobre 2010 per ottenere come chiedeva Rando la ricostruzione dell'asse ereditario, con «riduzione e collazione», come si dice in gergo giuridico, per «assegnare a Mariano quello che gli spettava», affidando l'incarico a un consulente tecnico d'ufficio che fotografasse l'effettivo tesoro di Giuseppe Ravazzolo, abbia rinviato al 2 febbraio 2016 l'udienza per la precisazione delle conclusioni la dice lunga sull'esito.
Che non può che essere praticamente scontato, nonostante l'avv. Rando e Ravazzolo junior abbiano lavorato per anni formulando una monumentale citazione, comprensiva di centinaia di allegati, per migliaia di pagine, per rimescolare le carte milionarie.
Per ora è passata in pieno, dunque, la linea di Barilà, che ha sempre definito «gratuite asserzioni, calunniose accuse e richieste infondate» quelle promosse da Mariano contro i fratelli Giancarlo e Silvano.

Ivano Tolettini




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