mercoledì, 23 maggio 2012

Est

CAMBIA:

«Orari liberi, sarà Far West tra i locali»

IL DECRETO SU NEGOZI E BAR. Il sindaco di Torri commenta il provvedimento legato alla manovra: «Va corretto subito»
24/08/2011
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Diego Marchioro, sindaco di Torri e consigliere dell’Associazione nazionale Comuni

«Con la liberalizzazione degli orari, soprattutto per i pubblici esercizi ci aspetterà un Far West. Non ci saranno controlli, i Comuni non se li possono permettere:pertanto lungo le strade potrà accadere di tutto».
Un scenario preoccupante quello prospettato dal sindaco di Torri di Quartesolo, Diego Marchioro (comune che conta su uno dei maggiori centri commerciali della Provincia "Le Piramidi", con oltre 150 negozi), nonchè componente della consulta finanza locale dell'Anci. «I negozi - dice - ci preoccupano meno. La nostra posizione è sempre stata meno estrema di quella di Ascom: eravamo disposti a concedere anche qualche apertura in più, magari in vista di avvenimenti particolari. Invece, che ora ci siano locali, pub, lap- dance, birrerie che possano liberalizzare orari che noi abbiamo già limitato a due fasce ci preoccupa molto. La prima prevede la chiusura alle 3 del mattino in zona industriale, accanto alle Piramidi per intenderci e alle 2 dove ci sono abitazioni privati». «Sapere - continua Marchioro - che tutto questo lavoro viene vanificato da un decreto legge che si poggia sulla liberalizzazione più sfrenata, non può che lasciarci increduli».
Su quest'ultimo decreto ci sono varie interpretazioni: secondo la Confesercenti infatti riguarderebbe solamente i negozi e non i pubblici esercizi. «Questo lo vedremo in futuro con le circolari applicative. Sta di fatto che il problema rimane. Un sindaco - conclude Marchioro - non è in grado di assicurare sicurezza sulle strade fino a notte fonda e neppure controlli, perchè il personale va pagato. Ci sono costi che non possiamo sopportare e questo significa dover risolvere problemi non indifferenti, per questo non sono d'accordo con il provvedimento. Se finora ci sono giunte richieste di aperture prolungate? No. Ma forse sono in pochi a sapere, ora potrebbe veramente accadere di tutto, se il Parlamento non correggerà il tiro».
«Altro che federalismo, siamo di fronte al centralismo più becero che provoca danni all'economia, anziché dare slancio all'economia del Paese. Così facendo si danneggiano le piccole attività operanti nel settore del commercio che, in Veneto, rappresentano uno dei fulcri della nostra economia»: così commenta il provvedimento Antonio De Poli, deputato e segretario regionale Udc .
«Coi negozi aperti sempre ne trarrà vantaggio la grande distribuzione, mentre le piccole imprese gestite a livello familiare che rappresentano il "cuore pulsante" del settore verranno danneggiate: le piccole botteghe scompariranno e il rischio immediato è di svuotare i centri storici. Il degrado troverebbe un terreno fertile dove attecchire. Il Veneto verrà danneggiato da questa normativa assurda». C.R.




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