giovedì, 23 maggio 2013

Altopiano

CAMBIA:

100 richieste danni all'anno per cadute in bici o in moto

ASIAGO. Valanga di domande di risarcimento che rallentano il lavoro degli uffici comunali. Il sindaco Gios: «Siamo costretti a pagare il doppio di assicurazione»
12/07/2012
Zoom Foto
Ciclisti sull'Altopiano. ARCHIVIO

Un motociclista, caduto a causa del ghiaino sulla strada, ha chiesto un risarcimento di 950 mila euro. Per “fortuna” del Comune, la strada è provinciale. Una signora si è infortunata cadendo in una buca fuori da casa sua: ha chiesto i danni, anche se la buca era dovuta a lavori per collegare alla rete telefonica proprio la sua abitazione.
Sono solo alcuni dei tantissimi casi di richieste di risarcimento che stanno piovendo negli uffici comunali di tutto l'Altopiano. Tanto che i sindaci stanno pensando di chiudere alcune strade al transito dei mezzi a due ruote (Gallio l'ha già fatto), oppure di far pagare un pedaggio, così da avere i soldi per sistemare le strade stesse. Provocazioni, forse, ma indicative dell'esasperazione degli amministratori comunali altopianesi.
Ad Asiago nell'ultimo anno è arrivato un centinaio di richieste da parte di ciclisti e centauri che cadono, secondo i loro legali, a causa delle condizioni del manto stradali. Una situazione a cui l'assessore ai lavori pubblici di Asiago Gianpaolo Rigoni sta cercando una soluzione, perché rallenta il lavoro degli uffici tecnici che ad ogni richiesta devono effettuare dei sopralluoghi, e sta gravando sulle casse comunali. «Una volta è per il ghiaino, un'altra è per una buca. Al Comune in estate giungono quasi ogni giorno richieste di risarcimento - commenta Rigoni -. L'idea di vietare il transito ai veicoli a due ruote non è strampalata, lo hanno già fatto alcuni Comuni».
Le richieste mediamente sono dell'ordine dei 30-40 mila euro, ma arrivano anche a centinaia di migliaia di euro. Danni che sono coperti dalla polizza assicurativa sottoscritta dal Comune, che però si è visto raddoppiare il premio, da 25 mila a 50 mila euro, proprio a causa delle tante denunce.
«E sì che spendiamo 250 mila euro l'anno per il manto in bitume, oltre alle manutenzioni ordinarie - prosegue Rigoni -. Inoltre, quando ci sono lavori pubblici che comportano scavi per la posa di cavi o di tubature, l'ufficio tecnico, il suo responsabile e il sottoscritto controllano che le cose vengano fatte con cura e pretendiamo poi che la strada venga del tutto riasfaltata».
«Le nostre strade sono soggette a violenti sbalzi termici che degradano gli asfalti provocando screpolature e buche» aggiunge il sindaco di Gallio Pino Rossi, che ha chiuso alcune vie al passaggio di bici e moto -. È assurdo che arrivino richieste di danni da chi pratica uno sport rischioso percorrendo una strada di montagna, convinto di essere su una specie di autostrada Il Comune di Gallio ha quasi 100 km di strade comunali; con i tagli di bilanco si fa fatica a provvedere alla loro corretta manutenzione a scapito di altre necessità della popolazione. Si potrebbe prevedere un pedaggio, così chi paga ha anche il diritto di lamentarsi. Fino ad allora raccomandiamo prudenza».

Gerardo Rigoni

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