mercoledì, 19 giugno 2013

Altopiano

CAMBIA:

Aumentano i controlli nelle malghe

ASIAGO. Isidoro Furlan, nominato comandante del Corpo forestale di Belluno, fa un bilancio dei 6 anni di attività al coordinamento altopianese
10/07/2012
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Il comandante Isidoro Furlan con un piccolo rapace. FOTO RIGONI

Più controlli nelle malghe dell'Altopiano per evitare truffe sui contributi europei. Questa una delle attività a cui ha dato particolare importante Isidoro Furlan, per sei anni alla guida del coordinamento distrettuale di Asiago del Corpo forestale dello Stato. Il vice questore aggiunto è diventato comandante provinciale di Belluno, lasciando il coordinamento altopianese, trasformato in nucleo operazioni speciali, al comando provinciale di Vicenza.
Quanto impegna la lotta alle frodi agroalimentari?
«Negli ultimi tre anni in Italia ci sono state frodi agroalimentari per un valore complessivo di 60 miliardi di euro. In Altopiano abbiamo condotto sei grosse operazioni, con sanzioni per oltre 100 mila euro e venti persone indagate».
Dove ci sono le frodi maggiori in Altopiano?
«Il Corpo forestale ha siglato una convenzione per i controlli zootecnici, in particolare durante l'alpeggio. Il rischio è che un malghese “carichi” meno animali di quelli dichiarati, percependo più contributi europei del dovuto, oppure al contrario superi il numero ottimale di capi, danneggiando i pascoli. L'Altopiano, l'area europea con maggior concentrazione di malghe, è anche quella a maggior rischio. I controlli dissuadono i furbetti. In Altopiano su 2000 controlli sono stati rilevate 180 infrazioni».
Quanto è importante l'informazione?
«L'Altopiano è un territorio di 450 km quadrati con allevamenti, aziende agroalimentari, una ricca fauna e una natura diversificata. Di contro siamo 40 agenti distribuiti su 5 caserme; senza la sensibilizzazione saremmo inutili. Alo con la collaborazione di chi vive e lavora la montagna che possiamo mantenere questo ambiente incontaminato. Se riuscissimo a radicare nei giovani una mentalità ambientale il nostro lavoro diventerebbe meno difficile».
Lei è stato testimone del ritorno dei grandi animali sull'Altopiano, in particolare l'orso.
«Un processo scontato: con l'abbandono della montagna la natura si riprende ciò che gli è stato tolto. Sull'Altopiano la superficie boscata aumenta del 7 - 9% all'anno, aumentano gli animali come caprioli e poi arrivano i grandi predatori come orsi, linci e lupi».
I boschi però sono più vulnerabili a incendi.
«La primavera, complice una siccità senza precedenti, ha visto i boschi altopianesi flagellati da numerosi incendi. Purtroppo è difficile prendere i piromani, se non li si acciuffa sul posto. Su questo si dovrà molto lavorare».
Come sono stati questi 6 anni?
«Appaganti. Insieme agli agenti forestali siamo cresciuti professionalmente e umanamente. Sull'Altopiano mi sono trovato benissimo con personale stupendo, sempre disponibile e molto motivato; e proprio questa convinzione ha permesso di creare figure specializzate adatte alle nuove sfide che i forestali dovranno affrontare».

Gerardo Rigoni

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