Case vacanze, un calo del 20%
ALTOPIANO. L'inchiesta tra le agenzie immobiliari conferma un deciso rallentamento delle domande per luglio e agostoIl mercato degli affitti è colpito dalla crisi. Nonostante i prezzi siano in ribasso i turisti chiedono locazioni per massimo 10 giorni
Prezzi in ribasso e richiesta altalenante. Il quadro che emerge dall'analisi sulle locazioni estive nell'Altopiano. Una domanda di permanenza più ridotta associata a esigenze di ristrettezze economiche marcate rende difficile affittare un appartamento sull'Altopiano.
Lo confermano le agenzie immobiliari ed i locatori che si trovano nella difficile veste di mediatori tra i proprietari che guadagnano sempre meno ed i villeggianti che pretendono di più. E con profitti risicati.
La durata media per una locazione si è ridotta in pochi anni da un mese a 10 giorni di fronte a prezzi rimasti invariati, se non addirittura in calo, rispetto ad un decennio fa. In più le richieste aumentano nei periodi dei grandi eventi estivi (Notte nera, Notte bianca, Festa del Prunno) mentre durante il resto dell'anno una casa in affitto sull'Altopiano si trova sempre.
«La richiesta va dai 7 ai 15 giorni ma sono pochissime quelle per luglio o agosto - spiega Ronny Finotto dell'immobiliare Cima 12 - Quest'anno, nonostante la bella stagione, stiamo assistendo ad un calo del 20% rispetto all'anno scorso; un crollo di richiesta e di durata del soggiorno che si è accentuato proprio per le prenotazioni estive 2012. Segno, questo, che ormai manca la liquidità nelle famiglie».
E c'è chi guarda positivo, grazie ai clienti abituali. «Se non ci fossero loro, che hanno eletto l'Altopiano come il luogo di vacanze abituale, il calo toccherebbe il 30% - considera Lucio Frigo del Centro servizi immobiliare e presidente provinciale degli amministratori condominiali - Il settore non ha seguito le tendenze e quindi non è preparato ad affrontare continui cambi di turisti nelle case; mancano servizi di pulizia, di lavanderia rapida, di pronto intervento manutentivo. D'altronde con il calo delle richieste e il costo delle affittanze anche l'attività di locazione non è più molto appetibile. Con tutte le responsabilità, incombenze e spese che si devono sostenere guadagnare 30 o 40 euro a locazione è ridicolo».
In più non si è intervenuti, soprattutto i privati, «sulla qualità degli immobili pensando ad arredi “montanari", a spazi rustici, ad ambienti “coccolosi" cioè quello che il cliente vuole trovare quando viene in montagna - aggiunge Alessandro Cunico della Stella immobiliare - Per questo si è evidenziata una crisi evidente. Come agenzia abbiamo avuto un buon avvio di stagione, forse per il caldo, ed in più abbiamo riscontrato il ritorno all'affittanza lunga magari poi spartita tra più nuclei famigliari. I prezzi invece sono effettivamente stracciati».
Un meno 20% viene segnalato anche dalla Nuova 7 Comuni di Lolli Tessari che conferma anche la tendenza del soggiorno breve ed i prezzi ribassati rispetto a qualche anno fa.
«Con 400 euro a luglio e 500 euro settimanali ad agosto, si può trovare un'ottima casa in un contesto di qualità - spiega Tessari - La tipologia di richiesta invece è varia. Da una parte c'è chi cerca la casa in prossimità del centro nei periodi in cui ci sono gli eventi estivi: in questo caso i prezzi di Asiago sono nettamente più alti rispetto agli altri Comuni. Dall'altra, c'è chi cerca la quiete e la natura: in questo caso il prezzo tra Asiago e gli altri Comuni della conca centrale non si differenziano molto perché è il contesto di pregio che conta, non l'aspetto salottiero».
Gerardo Rigoni
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