«Fondi di confine: battaglia giusta la divisione dei soldi»
ASIAGO/1. Confcommercio al fianco dei Comuni altopianesi. Scatena le reazioni dell'Ascom il boicottaggio da parte bolzanina per la sistemazione del comprensorio di Melette 2000
Asiago vuole dare battaglia fino in fondo per la suddivisione dei finanziamenti pubblici in base ai fondi di confine.
Pieno sostegno della Confcommercio Vicenza ai sindaci “ribelli” pronti ad opporsi, anche in tribunale, alla graduatoria dei progetti che riceveranno il finanziamento dei fondi Odi, ovvero il fondo perequativo costituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a favore dei Comuni confinari con le Regioni a statuto speciale.
Lo conferma il presidente di Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca che, sottolineando come la distribuzione sia iniqua - appena 7,5 milioni di euro su 160 totali per 12 Comuni vicentini confinanti col Trentino -, commenta: «Ai sindaci interessati esprimo il più totale sostegno nelle loro rivendicazioni. La distribuzione proporzionata dei 160 milioni di euro previsti poteva rappresentare un importante volano per l'economia montana, soprattutto per i settori che soffrono di più la concorrenza dell'autonomia finanziaria che lascia più risorse ai vicini trentini».
«Si rischia di perdere - prosegue - un'occasione non tanto per riequilibrare la disparità esistente, che è sotto gli occhi di tutti, ma quanto meno per migliorare la qualità di vita di chi abita in queste aree e ad offrire opportunità di sviluppo attese da anni».
In particolare la Confcommercio provinciale punta il dito contro la bocciatura ingiustificata di progetti infrastrutturali, ovvero l'ammodernamento del comprensorio sciistico Melette 2000 ed il suo successivo sviluppo verso Enego, pensati per rilanciare il turismo invernale dell'Altopiano. Più duro il commento del presidente mandamentale altopianese Corrado Finco, che definisce la graduatoria di assegnazione decisa dalla commissione Odi e l'atteggiamento del presidente della provincia di Bolzano, Luis Durnwalder, semplicemente «una vergogna».
«Siamo di fronte all'ennesimo comportamento vessatorio da parte di una Regione ricca, grazie a concessioni oramai anacronistiche e antistoriche, nei confronti di un territorio come l'Altopiano che non chiede elemosina, ma solo di poter competere ad armi pari - analizza Finco -. L'atteggiamento tenuto dai nostri vicini invece evidenzia la volontà di penalizzarci temendo forse la nostra offerta qualora avessimo realizzato quanto prospettato». «Credo sia evidente che le condizioni che hanno portato alle Regioni a statuto speciale non siano più quelle richiedendo quindi una loro rivisitazione - considera il presidente degli albergatori Alberto Vescovi -. Anche perché in un periodo dove tutti gli italiani stanno tirando la cinghia credo che tali trattamenti di favore siano offensivi per tutti e non solo per i paesi di confine».
«Comunque noto che la gente se ne sta accorgendo - prosegue -. In albergo molti si informano sul perché della differenza di servizi tra Veneto e Alto Adige; ci sarà sempre il cliente che preferirà l'Alto Adige con i suoi costi contenuti e miriadi di servizi, ma sono sempre più quelli che boicottano questo benessere artificioso. E sono questi i clienti che dobbiamo curare perché sono i nostri migliori alleati».
Gerardo Rigoni
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